Basi della Teoria Neurocognitiva

Movimento come Conoscenza 

Ecco il primo pilastro della Riabilitazione Neurocognitiva.  

Cosa  significa? 

Ti faccio un esempio pratico:
in questo momento probabilmente hai la mano sul mouse, 

prova a pensarci, se sei in grado di muoverlo e spostarlo, è perchè:

  • Senti e conosci il peso del mouse

  • Attraverso il movimento delle dita ne conosci la forma ed in questo modo adatti la tua presa

  • Lo fai scorrere perchè ne senti e ne conosci l'attrito sul tappetino


In definitiva, attraverso il tuo corpo ed il movimento del tuo corpo, conosci il mondo che ti circonda e riesci ad interagire con esso.


Per questo motivo il movimento può essere considerato come un atto di conoscenza.


Che relazione c'è tra movimento, conoscenza e riabilitazione?

Ti voglio raccontare questo pilastro della riabilitazione neurocognitiva, perchè credo possa tornarti utile per comprendere più a fondo la riabilitazione da ictus.


Come sai un ictus limita i movimenti di chi lo subisce, quasi sempre si tratta della paresi di una metà del corpo (emiplegia), seguendo la logica del movimento come conoscenza, per recuperare il movimento devi recuperare tutti quei processi che ti permettono di conoscere il mondo che ti circonda.


Cosa c'è alla base del movimento e della conoscenza?

Il movimento è un atto conoscitivo, pertanto cognitivo.
Alla base del movimento ci sono i processi cognitivi:

Attenzione
Se ci pensi, il mouse lo riesci a conoscere solo perchè vi rivolgi parte della tua attenzione


Memoria ed apprendimento
Se ci pensi, le prime volte che hai usato il mouse, non eri svelto ed agile come adesso, significa che nel tempo hai adeguato il tuo movimento facendo tesoro delle esperienze passate, hai in definitiva appreso.


Percezione
Se ci pensi, anche senza guardare la tua mano, sai come stai afferrando il mouse e dove è posizionata, in questo istante percepisci il tuo corpo, sai dove è nello spazio e come è a contatto con l'oggetto.


Trasformazioni di senso
Questo è particolare, ma se ci fai caso, lo spostamento della freccetta del mouse sullo schermo, tu lo trasformi in movimento del braccio, quello che vedi si trasforma in qualcosa che devi sentire con il corpo.


Rappresentazione
Forse non lo sai, ma ogni piccolo gesto del tuo corpo, prima di eseguirlo, viene progettato nel tuo cervello.
Te ne parlerò in seguito perchè vale la pena approfondire, ma questo processo cognitivo è fondamentale per il movimento, e quasi mai viene considerato dalla fisioterapia tradizionale.


Potrei continuare per molto elencando tutti quegli elementi che stanno alla base del movimento, ma quello che mi interessa è farti capire che in seguito ad un ictus, quello che viene compromesso è tutto il processo che ci porta alla conoscenza attraverso il movimento.

Se hai compreso questo, sei sicuro che per recuperare il movimento sia utile, rinforzare i muscoli??


I muscoli sono importantissimi per il movimento e credo che presto parleremo anche di essi, ma non possono essere il solo oggetto del recupero, soprattutto in seguito ad un ictus che danneggia le cellule del cervello che danno forma ai processi conoscitivi.

Ne parlavo tempo fa con Anna e Rodolfo, che mi danno molta soddisfazione perchè

Anna applica con molta dedizione gli esercizi che gli insegno per suo marito Rodolfo che ha una emiplegia sinistra.


e Rodolfo si applica negli esercizi con passione ed intelligenza, infatti i risultati si vedono, perchè una volta al mese per incontrarmi si fanno qualche ora di autobus.

Raccontavo loro che ottengo dei buoni risultati quando i familiari applicano gli esercizi copiando quello che gli mostro, ma i risultati diventano ottimi quando  alla applicazione degli esercizi si accompagna una comprensione, anche minima di quello che si sta facendo.


Che significherebbe: darti il pesce già pescato ed insegnarti anche a pescare.

Ti ringrazio perchè stai seguendo queste informazioni, perchè ti sembrerà esagerato, ma credo davvero che tenendoti informato su questi aspetti, ti stai rendendo inconsapevolmente protagonista di una piccola rivoluzione nel mondo della riabilitazione, infatti solo l'informazione da parte delle famiglie e dei pazienti potrà costringere il sistema attuale della riabilitazione, ad alzare il livello offerto.


Infatti se tutti fossimo a conoscenza che dopo una lesione al sistema nervoso centrale, la riabilitazione sarà dura, lunga e necessiterà di qualità, forse potrebbero cambiare le proposte riabilitative che riceviamo spesso passivamente.


Se tutti sapessimo che alla base del movimento, prima ancora del muscolo, ci sono i processi cognitivi, non accetteremmo che al nostro caro in seguito ad un ictus vengano rinforzati flessori, estensori, agonisti e quant'altro.


Se tutti sapessimo che anzi, gli sforzi eccessivi in tempi non adeguati non fanno altro che accentuare la patologia, nel dettaglio "spasticità" ed "ipertono", non permetteremmo mai che al nostro familiare, venga esasperato questo elemento.


Soprattutto perchè dopo un po' di tempo al paziente viene detto che per ridurre la spasticità è necessario fare delle iniezioni di botulino, mettere una molla e magari invertire o tagliare qualche tendine, in quel caso se tutti sapessimo, questo ci farebbe arrabbiare, e forse penseremmo 

"...ma non era meglio evitare di fare comparire fin dal principio questa spasticità?"



109 commenti:

bravo bravo mi piace

Ma spesso lo DIMENTICHIAMO noi RIABILITATORI.....

possibile che a Taranto non ci sia nessun riabilitatore esperto in neurocognitiva ? non è giusto , in pratica si esclude la possibilità di recupero per tanta gente , bimbi inclusi ......che sfortuna

questi consigli sono utilissimi

La cosa più angosciante è che non è per niente facile riuscire a capire quale sia il programma, quale il percorso logico seguito nelle Cliniche Convenzionate per la riabilitazione da ictus indirizzata "al solo rinforzo muscolare" se non quello di cercare di consumare, comunque, i 60 gg. di Ricovero i + 60 gg. di Day Hospytal (per i più fortunati) e magari i + 30 gg. di Ambulatorio così da dimostrare al CdA di essere dei buoni Amministratori per aver sfruttato il massimo “concesso” dalla Sanità Regionale.

Per esperienza diretta dopo 10 mesi intensivi di riabilitazione da 'body building' in Clinica di Riabilitazione Convenzionata, il PRIMARIO DELLA CLINICA, a congedo dall'ospedale, mi raccomandava di continuare per il futuro , e soprattutto con maggiore intensità nei periodi invernali, con il botulino e i miorilassanti per il trattamento della mia la spasticità da emiparesi sx dovuta ad un’emorragia lenticolo -capsulare dx, di continuare poi con la molla per una deambulazione più corretta , di aspettarmi, con gli anni, anche l’utilizzo della Pompa di Baclofen, di non abbandonare mai gli esercizi muscolari rinforzando soprattutto il quadricipite ed il medio gluteo , ..... e con in bocca al lupo, e qualche pacca sulla spalla, mi ribadiva che la mia situazione era ormai stabilizzata e dovevo abituarmi, quindi, a convivere senza i movimenti dell’arto sup. sx e con la gamba dx zoppicante e falciante. Cosa dirti Valerio, il tuo articolo è una LUCE per chi come me ha seguito il solo ciclo convenzionale dei 60 gg. ”di rinforzo muscolare”; però non mi è stato dato di scegliere credimi! per questo ti chiedo di fare PRESTO a mettere a punto quello che hai in mente, magari potrebbe ravvedersi qualche PRIMARIO, intanto!
E GRAZIE, comunque, per il tuo blog e per quello che stai già facendo.

Caro Valerio di cose ne abbiamo fatte per il passato, ma la marcia in più ci viene proprio dall’aver capito che cosa stiamo facendo adesso insieme a te. E tutto potrebbe essere banalmente racchiuso nella frase che anche tu conosci: ”Te lo avevo detto che il burro non andava bene per i meccanismi degli orologi! Ma il burro era del migliore rispose la Lepre Marzolina con voce dolce.”(Lewis Carrol).
Le tue spiegazioni sono chiare ed efficaci, speriamo che siano sempre di più i pazienti che abbandoneranno "il burro per i meccanismi degli orologi".

Ottima citazione Angela, davvero calzante complimenti!

Mentre per il post precedente non credo che ci sia cattiveria dietro al modo in cui sono organizzate le cose nel post ictus, ma solo un comodo lasciar basso il livello. Figurati che lo stesso Perfetti, che ha dato vita alla Riabilitazione Neurcognitiva ha raccolto solo ostilità in tutta la sua carriera, nonostante ci sia un pugno di riabilitatori che invece crede che a guadagnarci saranno tutti se il livello si alza.

riabilitazione neurocgnitiva ? sono stata messa alla porta da due centri di fisioterapia non ti aiuta nessuno tanta ignoranza e oime'arroganza ...e intanto il tempo passa......

GRAZIE PER IL MOMENTO DI RIFLESSIONE

Fortunatamente la mia prima fiseoterapista la pensava così, pensa non mi fsceva neanche spingere la sedia a rotelle con la destra perchè diceva che il riflesso avrebbe accentuato la spasticità successivamente a sx. Penso che hai sintetizzato bene, io purtroppo non ho incontrato più fisioterapisti in gamba come lei, e forzando un pò troppo i muscoli ho creato tanta spasticità, spero di poterla pian piano togliere, anche perchè il botex mi da fastidio e non serve a nulla, e dopo 3 mesi devo tornare su a Milano a farmelo iniettare, sentendomi dire io te lo faccio solo sulla gamba e non lo spreco sull'arto superiore che mi ha dato spacciato dopo un anno dall'ictus, anche se con esercizi ho tirato fuori qualche movimento della spalla, e dell'avambraccio. Sapessi quante me ne ha dette il fisiatra quando ho fatto le staminali.....che nel giro di un mese mi hanno tolto i cloni fastidiosi del braccio.Spero di non essere stato troppo noiso.

l'emotivita è fondamentale in ogni proceso riabilitativo,si funziona meglio in serenita che soto stres,la concentrazione è vitale
si è prima di tutto,persone con inteletto,disabilita non vuol dire essere idioti
Roberto.

Dopo un anno di ictus vado bene ma il braccio e la gamba dx non mi servono . ho fatto venti giorni di cura all'ospedale maggiore di Bergamo e sei mesi di riabilitazione presso la clinica Quarenghi ed ora tanta logopedia . Dicevo solo si e no , ora sò parlare . grazie alla mia logopedista Graziella Tassi.

le tue riflessioni Valerio sono sempre più specifiche e allo stesso tempo molto facili da comprendere(dovrebbero riuscire a capirle persino i cosidetti luminari della riabilitazione che di fronte ad un problema di spasticità ti propongono subito botulino e molla,che io a suo tempo adottai cercando di avere fidicia di queste persone!risultato zero con il botulino e maggiore rigidità con la molla che un giorno mi tolsi di mia iniziativa pensando che ostacolasse il movimento naturale del mio piede)io non ho avuto un ictus e la mia spasticità è nata dopo la frattura del quinto metatarso del piede ,a mio modesto avviso per il tempo immbilizzata con un tutore al piede!sto lottando per cercare di diminuire questo tono cercando di fare dei movimenti il più naturale possibile e concentrandomi su cio che faccio,ma non posso neanche lasciare che i miei muscoli si atrofizzino e nel frattempo faccio anche fisioterapia!mi sembra di essere un bambino che deve iniziare adn imparare i suoi primi passi!leggo con molto piacere le tue mail e ne faccio tesoro!inoltre espongo la mia esperienza aglin amici del forum e ascolto molto volentieri le loro esperienze!molto presto ti chiamerò per fissare un appuntamento e raccontarti di persona la mia esperienza!grazie
Marzia

ma nel caso ci si trovi davanti un paziente post acuto flaccido senza alcun tipo di sensibilità che approccio dovremmo avere sì mobilizzarlo e stimolare la sua attenzione ma poi???

Caro Roberto,

Sono pienamente d'accordo con te ottimo intervento, tra l'altro lo studio su emotività e movimento è oggetto delle più recenti ricerche delle neuroscienze.

Cara Graziella,

Bene per la logopedia ed i tuoi progressi, anche se quello che racconti per la presa e cammino non sembrano andare di pari passo, probabilmente potrebbe essere una idea intraprendere un lavoro riabilitativo diretto al recupero dell'organizzazione motoria attraverso esercizi neurocognitivi.

Cara Marzia,

L'esempio del bambino è calzante infatti, si tratta di un vero e processo di apprendimento e come tale la riabilitazione deve coinvolgere quei processi che permettono l'apprendimento e quindi il recupero e non indirizzare l'attenzione sui problemi visibili.

A presto

Perché il mondo è così ingiusto?
Quante umiliazioni in ospedale di riabilitazione, quei 60 gg per me sono stati un inferno!
I fisioterapisti: "Sei tu che non ti impegni, devi sforzarti!";
un conosciutissimo e gettonatissimo dottore: " Non voglio darti speranze, resterai spastica";
una neurologa (ricercatrice che pensava di essere chissà chi): "per la spasticità l'unica soluzione è il botulino e una protesi con molle...".
Come può sentirsi una giovane donna nel sentirsi parlare così? Una giovane donna, combattiva, che vuole guarire!
Per diventare insegnante ho studiato coma avviene l'apprendimento e che il destino di un bambino non può essere lasciato al caso, alla fortuna di essere stimolato nel modo giusto. Perché molti di quelli che lavorano in campo riabilitativo non sanno come avviene l'apprendimento? Perché la nostra malattia è lasciata al caso, alla fortuna di trovare un fisioterapista preparato? O incontrare un dottore che ti sa spigare come e dove risolvere?
"Nemo propheta acceptus est in patria sua", forse è questo il motivo per cui il Dott. Perfetti ha raccolto tanta ostilità? Dai tempi di Marconi non è cambiato nulla!
Vorrei aver scoperto questo sito e la sua dedizione Dott. Sarmati, prima di iniziare la fisioterapia, forse oggi non sarei alle prese con la spasticità. Come lei ha detto "...ma non era meglio evitare di farlo comparire?", sarei costata di meno al SSN!
Quando vedrò una trasmissione televisiva interamente dedicata alla Riabilitazione Neurocognitiva sentirò di abitare in un paese più civile!

Cara Miriam, le storie come la tua mi spingono ad insistere sull'informazione alle famiglie per renderle preparate e coscienti sul problema. Non so quando ti è successo, ma ricordati che il cervello è plastico e come in tutti i campi, meglio tardi che mai. Per il discorso delle ostilità come sai le rivoluzioni scientifiche hanno bisogno di tempo e incontrano le resistenze di chi rimane ancorato sulla propria sicurezza. Platone nel mito della caverna racconta di alcuni uomini che vivevano incatenati con lo sguardo rivolto verso il muro ad osservare le ombre delle marionette proiettate dalle loro spalle e quando uno di loro riuscì a liberarsi e guardare il mondo vero con tutte le sue bellezze e difficoltà, tornando indietro per salvare gli altri uomini rimasti incatenati, essi lo derisero e tentarono addirittura di ucciderlo, impauriti dal cambiamento. Ma credo fortemente nel cambiamento della situazione attuale. A presto

Condivido pienamente che la conoscenza è alla base di tutto! Questo deve farci riflettere.
Tuttavia nell'ambiente tecnico della riabilitazione, si riscontra una totale ignoranza e diffidenza alla riabilitazione neurocognitiva.

Purtroppo questa affermazione nasce dalla dolorosa condivisione del neglect di mia madre dopo ictus cerebrale.
A mia madre non hanno mai applicato metodi di riabilitazione cognitiva. Sento dire solo che il paziente non ha volontà.E' pur vero anche in presenza di dolorose complicanze cliniche (acutissime piaghe da decubito e depressione post ictus).
Saluti

Quando uno studente o un tirocinante mi dice l'alibi "il paziente non è collaborante" faccio in modo che si ricordi al lungo che il paziente è collaborante in misura alle proposte che gli offriamo, la collaborazione del paziente è un nostro problema.

Interessanti davvero gli articoli,li leggo tutti e ne faccio tesoro.Sono vedova da 21 anni e vivo sola con mio figlio ventiseienne.Colpita da emorragia sub-aracnoidea (a detta dei medici dovuta a fattore emotivo,nulla di organico) il 27 novembre 2007,(inizialmente scambiata per influenza)ho trascorso in ospedale i canonici 60 giorni...periodo in cui ho vissuto seduta in carrozzella le mie giornate,facendo 1 ora di fisioterapia al giorno (che con un tirocinante si è svolta con il ragazzo che mi prendeva per le spalle dicendomi di camminare con scioltezza,io senza il minimo equilibrio,strattonandomi...1 ora col terrore di volare in terra...un trauma!) che ho proseguito poi da esterna nell'ospedale della mia città.Equilibrio azzerato,muscolatura del polpaccio sx simile ad un sacchetto vuoto.Appena dimessa ho effettuato una visita presso un neurologo che mi ha prescritto 60 iniezioni di Citicolina.Dopo le prime 2 sono riuscita a restare in piedi e a camminare con deambulatore.La mia domanda è:perchè lasciano ridurre un polpaccio in quelle condizioni per inattività e non somministrano eventualmente Citicolina o similari già durante la permanenza in ospedale?Perchè non mutuabile?...non distribuito dal SSN? Alla mia richiesta se avrei dovuto continuare le sedute di fisioterapia mi è stato risposto che non mi sarebbero servite a nulla quindi la riabilitazione che mi ha portato alla mia autonomia quasi totale odierna è dovuta alla mia volontà(o testardaggine),ed è stata conquistata sul campo...occupandomi di tutto in casa, senza aiuto, fin da subito.Fortunatamente sono stata colpita in forma lieve e non ho riportato spasticità rilevante solo una certa lentezza a sx,e sto riprendendo la guida.Sono ancora(a momenti e se stanca) un pochino carente di equilibrio a sx ma mi muovo senza ausili.Ora che mi sono raccontata rinnovo il mio....grazie per gli articoli!Ivana C.

Ciao valerio, i tuoi articoli sono molto interessanti e li ho già scaricati tutti perchè sono sicura che mi serviranno in futuro! Complimenti e tanti auguri! Patty M.

Per Ivana: compilmenti per come hai reagito alla tua emorragia, sono sicuro il tuo racconto sarà di aiuto a gli altri che leggono. a presto

Per Patty: grazie, sono contento abbia trovato utili i miei articoli. a presto

Davvero interessante, caro Valerio. L'informazione e la sensibilizzazione sono fondamentali per cominciare ad uscire dal buio, ricevendo conoscenza e prendendo coscienza di ciò che possiamo fare, fare sul serio, dopo aver subito e sperimentato un danno come l'ictus.
Essere informati su reali possibilità di recupero da speranza a ciascuno e ti ringrazio per questo.
So di cosa parlo, lavoro come psicoterapeuta in percorsi di sensibilizzazione e formazione anch'io nel campo della disabilità già da anni (ritardo psicomotorio, disturbi neurocomportamentali, distrofie e atrofie muscolari), quantunque mi sia avvicinata ai tuoi articoli non per interesse professionale, ma personale.
Grazie ancora e ti scriverò presto per chiederti un pò di cose.

Cara Anna Vita, ti ringrazio per le tue parole

a presto

Gentile Valerio. Ho letto con interesse crescente gli articoli riguardanti la riabilitazione neurocognitiva e ne ho trovato giovamento e stimolo. A marzo i questo anno sono stato colpito da ictus ischemico destro che mi ha portato ad una emiplegia sinistra che hanno interessato il braccio e la gamba. Dopo il decorso ospedaliero necessario alla stabilizzazione, sono passato al decorso riabilitativo dei 60 gg. previsti alla regione presso un centro della provincia in cui abito (TO). Qui mi sono reso conto che veniva applicato dai riabilitatori il metodo che successivamente ho riconosciuto come neurocognitivo. Ne ho tratto grande vantaggio, tanto è vero che, nonostante il tempo limitato concesso, mi sono fortunatamente ripreso bene per il braccio, mentre per la gamba ci vuole ancora un po' di tempo. Sono stato dimesso da questo centro, con un buon bagaglio di esercizi da fare a domicilio e l'esortazione principale a proseguire con metodo costante senza forzature. Mi sono ovviamene reso subito conto che la "boota" vi era stata, ma che, rispetto alla media che ho avuto occasione di vedere, potevo considerarmi un caso fortunato. Ovviamene le ricerche, sono proseguite in rete. E qui ho avuto occasione di incrociare il Suo metodo, che sono certo essere uno dei migliori. Io sono un paziente non certo un medico, ma quando scopro fonti di eccellenza, non posso fare a meno di metterle in qualche modo in evidenza. Non so se potrò utilizzare il suo metodo, avendo ormai recuperato quasi totalmente la gamba, ma voglio ringraziarla pubblicamente per il lavoro che sta facendo che, ne sono sicuro, porterà giovamento a molte persone senza incidere più di tanto sui costi finali. Buon proseguimento di giornata.

Dottore...ma cm mai nn c'è un protocollo specifico di riabilitazione dell'ictus?
Come mai non si sa cosa è giusto fare e quale approccio o teoria bisogna seguire??
Diciamocela tutta non puó essere usato sempre e solo il metodo perfetti!

Caro Sir. Antony, grazie per la tua testimonianza e complimenti per il tuo recupero. Ti ringrazio inoltre per le parole che hai speso nei miei confronti, ma devo rigirarle tutte al Prof. Perfetti che ha dato vita a questo modo di fare riabilitazione. Grazie

per anonimo, la scelta di un metodo o un altro deve essere razionale e fondata, non possiamo affidarci al classico "mix di metodi", se hai l'occasione potresti motivare la tua ultima affermazione "non può essere usato solo il metodo Perfetti"?, magari esce fuori un dibattito utile a capire ancora meglio la tematica. Nel frattempo ho scritto da poco questo articolo che evidenzia come la penso in merito

http://neuroplanet.blogspot.it/2012/08/se-il-metodo-perfetti-funziona-perche.html

a presto

Valerio Sarmati

salve dottore..
sono michele e le ho scritto due giorni fa chiedendole il perchè ancora oggi non ci siano linee guida condivise e soprattutto ben chiare sul recupero post ictus.
Ho letto il suo articolo che mi ha lasciato sul link, la ringrazio è di sicuro interessante, ma la mia non era una critica al metodo perfetti ma solo una domanda per capire il perchè non si possano associare più metodi...
Sempre più spesso sento gente dire che ormai il perfetti è superato e che non può essere applicato a tutti i pz ictali... è la verità, mi aiuti a capire..
grazie, michele

Caro Michele,

purtroppo sulla riabilitazione post-ictus e sulla Riabilitazione Neurocognitiva ci sono molti pareri e spesso contrastanti, nell'articolo che ti ho postato in precedenza ho provato ad analizzare le motivazioni di tali discrepanze.

é davvero particolare l'affermazione che vede il metodo Perfetti superato, quando senti dire una affermazione di questo tipo, ti invito a chiedere al tuo interlocutore da cosa sia superato. La storia del progresso scientifico degli ultimi 3 secoli ha visto avvicendarsi 3 grandi rivoluzioni che hanno portato grandi mutamenti nei confronti della riabilitazione post-ictus. Il primo salto in avanti c'è stato con la scoperta delle capacità contrattili del muscolo grazie agli studi di Duchenne e Galvani, da li il recupero del movimento doveva passare attraverso il recupero del muscolo, quindi attraverso allungamenti e rinforzo. In seguito venne scoperta l'importanza dei riflessi nervosi per l'organizzazione del movimento, dalle scoperte di C. Sherringhton ci vollero circa 100 anni per arrivare a metodiche quali bobath kabat e vojta. Intorno al 1960 si iniziava a dare importanza alla partecipazione cosciente al movimento grazie ai processi cognitivi da li i primi passi del metodo Perfetti e da quel momento in poi ogni nuova conoscenza scientifica che facesse luce sul ruolo del cervello e delle sue funzioni nel movimento è stata tradotta in atti riabilitativi. Per questo sarebbe interessante sapere da chi dice che la Riabilitazione Neurocognitiva sia superata, da cosa sia superata, vedrai che probabilmente si tratta di una attività che neanche coinvolge il cervello o se lo coinvolge lo fa in maniera parziale. Ma questa come tutte è la mia opinione, sta a te capire se è ragionevole o no. A presto

MI piacerebbe sapere se mio marito di anni 50 ha bisogno di riabilitazione .Il 6 gennaio è stato ricoverato con emorragia cerebrale in sede capsulolenticolare sinistra .I primi giorni lui aveva dificoltà nel movimento del lato destro e storciava le parole dopo tre giorni è tornato tutto alla normalità adesso lui riesce a muoversi da solo,cammina e mangia da solo ma il neurologo gli ha prescritto la riabilitazione vorrei sapere se è necessario la riabilitazione e perchè .Grazie a presto.

ciao Valerio, volevo ringraziarti di cuore per le informazioni che mi mandi via e-mail, anche se non sono direttamente mirati al problema di mia mamma, sono pero´ utili a capire come aiutarla, e poi conoscere a fondo cosa c´e´ dietro ad un ictus e´ utile oltre che interessante, e ci si rende conto anche di come siamo fatti, grazie ancora e a presto,Patrizia

persone preparate che mettono a disposizione di tutti la propria professionalità e competenza sono da ammirare ,Grazie Valerio per la tua vicinanza.

Grazie a Patrizia e a Fabrizio per i vostri commenti generosi.

Per la Moglie del paziente di 50 anni: la riabilitazione è il mezzo attraverso il quale si ottiene il recupero da un evento traumatico come quello dell'ictus, se tuo marito non ha recuperato il 100% la riabilitazione può aiutarlo a raggiungerlo visto che da come ci racconti il caso abbia già ottenuto molto.

Carissimo Valerio, ho notato anch'io che la ginnastica non contribuisce al miglioramento della mente. Cmq mia mamma affetta da ictus da più di un anno mi avevano detto che non avrebbe recuperato la memoria sia breve che lunga, MA E' STATO FALSO...ricorda tutto e ora riesce con notevoli sforzi ad allungare la gamba e a piegarla leggermente. Avevano anche detto che avrebbe dovuto bere con l'addensante, anche qui FALSO!!!! Certo ha una paresi dx e non riesce a parlare, ma qualche parola anche se non comprensibile comincia a dirla. Il mio medico dice che è merito mio, in quanto figlio, che gli dedica amore ( da allora ho lasciato temporaneamente per due anni il lavoro ). Quindi è il cervello che attiva tutte le funzioni e spero di riuscire a farla stare in piedi. Auguri a tutti...Ugo

Caro Ugo,
grazie per la tua testimonianza che sottolinea ancora una volta il ruolo centrale dei familiari, che "testardi" credono nel recupero del proprio caro e riescono ad ottenere risultati. bravo

Buongiorno Valerio,
Da poco ricevo sua newsletter e a poco a poco mille paure di insinuano nella mia mente.mia nonna di anni 86 è stata colpita da una ischemia cerebrale devastante lato sn del cervello e dopo la stabilizzazione in ospedale abbiamo deciso di trasferirla in una clinica neuroriabilitativa poiché è emiplegica e afasica, neanche un suono,niente di niente. Anche il riflesso della deglutizione è rallentato quindi lalimentazione è difficoltosa (solo semiliquidi). Cosa mi consiglia di fare visto che è da poco in clinica ed abbiamo accesso alla sua stanza solo una volta al giorno per un ora?quando io ero piccola lei è stata la mia guida e tutor,mi ha insegnato a parlare,scrivere e andare in bicicletta..vorrei rieducarla ma senza le professionalità giuste attorno ho paura di fallire.vivo in una piccola cittadina,Enna e credo che il metodo Perfetti sia sconosciuto a molti suoi colleghi.potrebbe chiarire i miei dubbi? Grazie in anticipo!

Mi piace l'idea che vuoi essere per tua nonna quello che lei è stata per te da piccola, ed il senso è proprio quello aiutare a ri-apprendere. A quanto pare però la limitazione attuale per fare un buon lavoro anche se imparassi gli esercizi è il tempo che avete a disposizione. Per fare un buon lavoro dovremmo dedicarle almeno una ora al giorno
a presto

Gentile Dott. Valerio Sarmati, il primo maggio la persona per me più cara al mondo che ha 55 anni è stata colpita da ictus a causa dell'occlusione di un vaso sanguigno nel nucleo lenticolare che ha provocato emiplegia nella parte destra del corpo. Dopo circa 10 giorni si è ritrovato con la spalla destra sublussata e attualmente indossa un tutore per sostenere la spalla ed evitare altri danni.
Ha avuto una contrattura al polpaccio che sembra sia quasi guarita.
Da quando ha iniziato la riabilitazione so con certezza che ha eseguito un solo esercizio a occhi chiusi (questo mi lasciava ben sperare che stesse facendo la giusta riabilitazione), ma dopo quell'esercizio, che consisteva nel percepire a occhi chiusi a che altezza si trovasse la mano appoggiata al muro e leggermente dietro la spalla, ho sentito parlare solo di riabilitazione muscolare.
Il problema è questo: per la legge italiana io sono un semplice amico del paziente e risulta davvero complicato interagire con i medici. Io vorrei con tutto me stesso che la persona per me più cara facesse il corretto percorso riabilitativo. Cosa potrei fare per capire se la riabilitazione che sta facendo sia efficace? Eventualmente cosa potrei fare per spingere verso la giusta riabilitazione? Potrei provare a parlarne con il medico fisiatra ed esporne i miei dubbi? Tutto questo mi sembra un incubo. Non solo le persone si ammalano e soffrono, ma devono anche sperare di trovare il fisioterapista e la fisioterapia che non le danneggi.
Grazie per l'attenzione.

Buongiorno Dottore.
Mia madre ha 73 Anni ed è affetta da aprassia a seguito di ictus cerebrale che l'ha colpita nel 2008.
A prima vista sembrerebbe normale , in realtà è molto lenta ad azzeccare qualsiasi movimento, si dimentica di tutto per poi ricordarselo in un secondo tempo; ad esempio, quando apparecchia la tavola si dimentica una posata , un bicchiere, ecc; dimentica le chiavi da qualche parte pensando di averle smarrite per poi ritrovarle, le luci accese quando esce di casa , le finestre aperte, ecc..
Finora era gestita dal suo attuale compagno, che ne ha probabilmente peggiorato il quadro clinico, occupandosi direttamente lui di tutto.
Ci sarebbe pertanto qualche possibilità per recuperarla seppur parzialmente?

Grazie.
Cordialmente.
Johnn.

Caro Jo, il rapporto con i medici e la struttura va gestito con intelligenza altrimenti potresti incontrare resistenze, puoi intanto chiedere se possano continuare nella direzione della riabilitazione neurocognitiva e nel frattempo se riesci ad avere un'ora al giorno con lei potresti integrare tu stesso la riabilitazione, a presto

Caro Johnn, il recupero è sempre possibile a fronte di una riabilitazione ben fatta, l'aprassia è un quadro clinico che dimostra ancora di più che la riabilitazione deve essere rivolta al recupero dei processi cognitivi alterati dalla lesione. a presto

Caro Valerio, grazie per i consigli che quotidianamente ci dai, vorrei porti una domanda ovvero: cosa pensi delle macchine che aiutano ad eseguire un movimento, come quello di camminare ad esempio?

grazie

Luca

Caro Luca, riassumo in poche parole come la penso, per riabilitare un uomo con tutte le sue complessità ci vuole un uomo che condivida le stesse complessità, una macchina per quanto tecnologica riduce la completezza dell'interazione terapeutica. Fare eseguire il movimento passivamente al paziente sperando che egli o il suo cervello lo impari credo sia fuori strada.

Pur condividendo cio' che dici non e' facile capire se il fisioterapista che segue il tuo caro faccia riabilitazione neurocognitiva o solamente meccanica e se provi a domandare vieni guardata con diffidenza perche' e' come se mettessi in dubbio l'operato di chi ti segue. mio marito e' seguito da un fisioterpista che ha seguito la scuol del dott. Perfetti ma io non sono in grado di riconscere se quello che fa segue uno o l'altra strada infatti in un primo momento mi ha fatto togliere tutti i tutori e la molla che aveva ma l'altro giorno mi ha chiesto di riportare la molla di codeville per vedere se gli puo' essere d'aiuto, come fai a rifiutarti se vedi che il tuo caro trova incoraggiamento dall'ausilio che tu puoi ritenere sbagliato!!!!!!!!!!

Per il riconoscimento della riabilitazione neurocognitiva ho fatto questo video che raccoglie un decalogo di aspetti da valutare per capire se stiamo ricevendo la riabilitazione neurocognitiva per davvero QUI. L'ultima domanda è la più difficile da gestire. Se ha bisogno dell'ausilio è chiaro che si tratta di una attività ancora difficile, ma non per questo bisogna evitare che la svolga, se la tiene per qualche passo non succede niente, ma se viene tenuta tutto il giorno con la speranza che addrizzi il piede ho paura che siamo fuori strada. A volte bisogna fare una mediazione

Egregio dottor Sarmati, apprezzo il suo operato ed i suoi interessamenti, ma spero proprio di non aver mai bisogno dei suoi validi consigli, nè della sua professionalità. Io ho avuto un'ischemia transitoria che si è risolta nel giro di un minuto. Sono andato al pronto soccorso del Policlinico Umberto I ( qui a Roma) dove mi hanno tenuto in osservazione per circa una settimana e fatto alcuni esami (ematochimici, RM encefalo,ecc.) che hanno confermato la T.I.A.. Mi hanno dato una terapia di protezione con impegno di ulteriori, saltuari controlli adeguati. Tutto qui. Ora sto benissimo e spero non si ripeta più l'inconveniente. Lei sa di me solo perchè sono andato a curiosare nel web per approfondire ciò che mi era successo ed il sistema, come purtroppo succede in questi casi, ha violato la mia privacy. La prego di astenersi dal riempire la mia casella di posta con i suoi, pur preziosi articoli od inviti.
Cordialmente
paolo

Caro Paolo, bene per il fatto che la tua ischemia sia transitoria mi fa piacere.
Se ricevi le email di aggiornamento è perchè mentre curiosavi nel web hai inserito volontariamente la tua email per ricevere informazioni, e sempre volontariamente hai dato ulteriore conferma alla mail successiva ( si chiama doppia conferma è una procedura proprio atta a tutelare la privacy). In ogni mail che ricevi è presente in fondo un link blu con scritto unsuscribe che basta cliccare per non ricevere più aggiornamenti. Lo farei volentieri io manualmente ma non conosco la tua email e di paolo in lista ce ne sono centinaia. Se hai difficoltà contattami direttamente tramite email

Gentile Dottore, La ringrazio per l'impegno e per il Suoi articoli sicuramente molto interessanti.
Mio marito è stato colpito da un ictus al cervelletto, con sindrome bulbare (equilibrio e deglutizione). a due mesi dall'ictus è tornato a camminare con il bastone e mangia normalmente, con un pò di attenzione.
E' successo a Milano e la riabilitazione è stata fatta presso l'istituto auxologico della capitanio a carico ssn diretta dal Dott. Tesio. Dicono che sia un luogo di eccellenza e devo dire che noi ci siamo trovati molto bene e siamo stati fortunati in quanto la riabilitazione è stata intensa, completa con ottimi risultati, con supporto psicologico, fisioterapico e logopedico.
ora continua a casa la fisioterapia seguendo i suoi consigli mentre per la logopedia ci siamo rivolti altrove, il problema rimasto è la dolorabilità al braccio dx che lui sente come con degli spilli costanti, solo massaggiandolo forte gli migliora, ma poi torna come prima, è come se il circuito elettrico fosse impazzito.
mi dicono che ci sono farmaci che potrebbero alleviare il dolore ma non ne parlano davvero al momento di darglieli.
Lei ne sa qualcosa?
Anche la percezione delle temperature sono ancora alterate.
La ringrazio e La saluto cordialmente

Caro Valerio, mi sono iscritta al tuo blog per capire come aiutare mio fratello (50 anni appena compiuti), colpito da vasta emorragia intraparenchimale al lobo temporale sx (con conseguente edema e shift della linea mediana) poco più di due mesi fa. Dopo due settimane di coma e successivo stato "semi-vegetativo" ha riacquistato progressivamente lo stato di coscienza, il 7 agosto è stato trasferito in un centro per la riabilitazione, stranamente muove meglio e ha più forza nella parte destra del corpo mentre la sinistra è notevolmente indebolita anche se la muove (ho notato inoltre che la gamba destra è più magra rispetto alla sinistra); ha iniziato a parlare nonostante sia tracheostomizzato, respira autonomamente, capisce tutto ciò che gli viene detto, ci riconosce, riesce anche a completare qualche frase, a volte sbaglia le parole. Ti scrivo perchè mi chiedo se nel suo caso specifico debba recuperare seguendo il programma per chi è stato colpito da ictus alla parte sinistra o destra del corpo posto che lui, nonostante l'emorragia sia stata a sinistra ha riportato un indebolimento maggiore sul lato sinistro.
Nel centro dove è degente è seguito da un fisioterapista e da una logopedista, non so tuttavia se utilizzino il metodo Perfetti (il centro è l'ORAS di Motta di Livenza TV).
Grazie per tutto quello che fai per le famiglie nella situazione come la nostra.
Letizia

Per la moglie del signore con lesione cerebellare (ti ho risposto per email), dobbiamo considerare il cervelletto non solo come organo dell'equilibrio, ma un vero e proprio organo cognitivo raffinato che partecipa alla costruzione del movimento e della percezione, per questo, con delle attenzioni diverse rispetto al paziente che ha subito una lesione cerebrale, va eseguita comunque la riabilitazione neurocognitiva


Mentre per il caso del fratello di 50anni, ci sono alcuni dubbi sulla presenza di maggiori movimenti sulla parte destra rispetto la sinistra. Possibile che l'estensione della lesione abbia coinvolto in parte anche il cervelletto? questo spiegherebbe in parte la presenza di disturbi del movimento sullo stesso lato del corpo. In questo caso piuttosto complesso andrebbe studiata la situazione in modo particolare ed adattato il trattamento sul caso specifico al di la della distinzione tra sinistro o destro, studiando il comportamento e la capacità di svolgere azioni nel suo insieme.

Grazie della celere risposta Valerio, la sede dell'ematoma (evacuato con intervento chirurgico di craniotomia a qualche ora dall'esordio del malore) ed il conseguente edema hanno interessato il lobo temporale sx in zona posteriore ed anche parzialmente i lobi parietale ed occipitale. Da queste informazioni deduci la possibilità che anche il cervelletto abbia sofferto per l'emorragia? Questi danni potrebbero essere stati causati invece dalla pressione intracranica visto che c'è stato un effetto massa? Nel centro per la riabilitazione mio fratello è stato subito messo seduto sulla carrozzina (senza sostegni, solo una fascia perché non ha ancora molto controllo del tronco), cerca di eseguire tutti gli esercizi che gli vengono insegnati, la parte destra come ti ho già detto è meno debole, riesce a muoverla abbastanza bene e ha una forza che definirei "normale", quella sinistra, più debole, ogni giorno presenta un movimento in più (es. due giorni fa ho visto che con le dita incrociate si "rigirava i pollici", e riusciva a muovere singolarmente ogni dito della mano sx che lui stesso stamattina ha definito "con meno forza". Trovo un po' di difficoltà nell'inquadrare nei vari post del blog la situazione di mio fratello in quanto le sue condizioni non sembrano rientrare nelle diversificazioni che si effettuano a seconda dell'emisfero colpito. Il neurochirurgo che l'ha operato ci ha sempre detto che l'aspetto più difficoltoso sarebbe stato quello del linguaggio. Farò comunque presente ai medici quanto mi hai riferito affinché venga posta in essere la terapia riabilitativa più adatta al caso di specie.
Grazie
Letizia

Se può servire per chiarire la situazione volevo precisare che a livello facciale non è presente emiparesi e che mio fratello non è ancora in grado di deglutire.
Letizia

un'oasi nel deserto.
purtroppo la riabilitazione culturistica è ciò che a tutt'oggi , tranne in poche oasi, è insegnata ed attuata. dirò di più: c'è anche una lobby (gli assicuratori) che spinge per una riabilitazione "certificabile" attraverso l'uso di macchinari ... quindi obiettiva e credibile ... :o ed intanto i giovani colleghi che incontro sanno sempre meno di neuroriabilitazione e di metodiche. ma sanno tutto di statistica.
ottimo proseguimento

Grazie mille per il sostegno!

caro dottore come faccio e da chi vado per recuperare ichemia che mi ha colpito l'occhio sinistro facendomi perdere una parte del campo visivo ?

Caro Dottore mio marito si trova in stato vegetativo persistente a seguito di precitazione da 4 mt corca che gli ha provocato trauma cranico con lesione profonda del tronco ischemie duramte l'intetvento di protesi aortica toracica perchè è partita una placca, rottura della rocca petrosa, lesiome del settimo nervo ecc. Che consiglio potresti darmi x stimolarlo? La mia e-mail è : giovanna.moioli@mediaser.it
Grazie

Grazie per i consigli sono stati molto utili, pero volevo farti un paio di domande, ho notato che mia madre dopo che la faccio passegiare un po tende a mettere i piedi male e spece il sinistro lo manda in dentro, lei neanche sene rende conto. Anche quando glielo faccio notare addiritura vorrei sapere se e normale che perde lequilibrio, lultima volta pochi giorni fa glisi sono piegate le ginocchia ed e caduta sul fianco destro, ora lamenta di non avere sensibilita alle mani e i piedi. Scusa se ho fatto troppe domande, grazie dei consigli utili...

Per il sig. con il campo visivo: non è la mia specialità, ma se ti rivolgi al tuo neurologo probabilmente saprà indirizzarti su programmi specifici per il recupero del campo visivo, so che ultimamente si sta muovendo qualcosa nel campo


Per la signora con il marito in stato vegetativo: intanto mi dispiace per la situazione che state vivendo, in genere in questi casi i familiari che accompagnano il proprio caro in stato di coma, spontaneamente fanno la cosa giusta, gli fanno sentire che gli stanno vicino, gli fanno sentire il loro affetto, parlandoci e ricordando, ascoltando musica ed altro. Nulla è dimostrato ma è quello che farei anche io.

Per la figlia della signora con emiplegia sinistra: non è normale, ma compatibile con il suo problema, proprio questi problemi devono essere oggetto di cura attraverso la riabilitazione per far si che migliorino

SONO PIENAMENTE D'ACCORDO CON TE IN TUTTO.QUESTA SANITA' E' IN CONDIZIONI SEMPRE PIU' PIETOSE.A MIO PADRE,COLPITO DA EMIPLEGIA DESTRA IN SEGUITO A ICTUS,BENCHE' ANCORA IN CORSO DI ACCERTAMENTI E CON LA BATTERIA DEL PACE MAKER DA CAMBIARE,LO HANNO MANDATO DALL'OSPEDALE IN CUI E' RICOVERATO,IN UN ALTRO PER INIZIARE LA RIABILITAZIONE CHE GRAZIE A TE ORA POSSO DEFINIRE TRADIZIONALE.RISULTATO,DOPO LA PRIMA SEDUTA DI RIABILITAZIONE E' RIPARTITO L'ICTUS E GLI HA PARALIZZATO ANCHE LA PARTE SINISTRA.LO HANNO RIMANDATO SUBITO ALL'OSPEDALE DA DOVE PROVENIVA ED HANNO RIPRESI ESAMI ED ACCERTAMENTI ED A TUTTO OGGI NON ABBIAMO AVUTO UNA DIAGNOSI EFFETTIVA DEL SUO STATO DI SALUTE E DEI MOTIVI CHE CHE GLIELO HANNO PROVOCATO.
GRAZIE DEL TUO AIUTO.
PIERO FALASCHI

CIAO VALERIO,SONO PURTROPPO A DIRTI CHE GLI ACCERTAMENTI SUCCESSIVI FATTI A MIO PADRE HANNO MESSO IN LUCE UN TUMORE CHE PARTITO DALLA PROSTATA,SI E' COL TEMPO PROPAGATO SU PER LA COLONNA VERTEBRALE FINO ALLE VERTEBRE CERVICALI E DA LI AL COLLO E ALLA TIROIDE ED ALLE CORDE VOCALI.QUESTA E' STATA LA CAUSA DELL'ISCHEMIA CEREBRALE E PRIMA CHE POTESSERO TENTARE QUALCOSA,QUESTA MATTINA,E' MORTO.
TI RINGRAZIO COMUNQUE PER IL LAVORO CHE STAI PORTANDO AVANTI E TI SALUTO.
PIERO FALASCHI

Caro Piero, mi dispiace molto per la tua perdita, ti invio il mio abbraccio

Salve dottore...mi chiamo Corrado,ho acquistato la sua videoguida per siutare mia mamma,una donna di 51 anni colpita da ictus lo scorso luglio.
E' una settimana che cerco di applicare le sue istruzioni quindi sono proprio all inizio.
Volevo chiederle un consiglio:ce la sto mettendo tutta per imparare gli esercizi io per primo,mi sto veramente impegnando al massimo per cercare di combinare qualcosa,ma mia mamma non collabora come dovrebbe,partiamo con gli esercizi e magari per i primi dieci minuti ci mette un po di impegno,ma subito dopo inizia ad andare in crisi e non si impegna piu,inizia a fare le cose tanto per farle dandomi risposte casuali senza un minimo di ragionamento.
Per questo volevo chiederle un consiglio su come comportarmi perche io non vorrei mollare questa strada perche credo tantissimo alle cose che insegna,ma di sto passo mi viene voglia di mollare perche e' solo uno stress causato da una persona a cui sembra non interessare un futuro recupero...purtroppo abito a 600 km dal dove lavora lei...se fossi stato piu vicino sarei venuto sicuramente di persona a parlarne...mi dia un consiglio per favore.grazie

Caro Corrado complimenti per quello che stai facendo, ti do qualche suggerimento
1) insieme alla video guida hai la possibilità di fare un primo incontro con me su Skype in modo che intanto mamma può vedere che gli esercizi che gli proponi non te li sei inventati, ma c'è un professionista dietro di te, e poi io vedendola sono in grado di indirizzarti meglio sul primo lavoro da svolgere
2) Avrai ricevuto il link al gruppo di facebook di soli pazienti e familiari che lavorano a casa con la video guida, li puoi postare dei brevi video di come esegui gli esercizi con mamma in modo che io possa vederli e correggerli se ce ne è bisogno, stessa cosa con i miei contatti, chiamami quando vuoi
3) probabilmente ci sono anche dei disturbi dell'attenzione quindi appena vedi che mamma si sta spazientendo o distraendo fate una breve pausa e poi riprendete
4) cominciate con cose semplici in modo che mamma non si demoralizzi se non riesce a sentire qualcosa degli esercizi che gli proponi

a presto e buon lavoro

è grazie a questo articolo che ho cominciato a sperare che possa esistere una via per far migliorare l'attuale situazione di mio padre, emiplegico sinistro in seguito ad ictus avvenuto lo scorso maggio. Tuttora vive in carrozzina. Ho scaricato la guida e stiamo iniziando i primi esercizi di confidenza. La sua attenzione per ora è scarsa e non supera il minuto, ma mi auguro che con il tempo aumenti e che ritrovi la volontà di riconquistare un minimo di autonomia.

Bene Cristina mi fa piacere per lo spirito che ha trasmesso l'articolo, un po meno per il fatto della carrozzina. Ma se hai preso le video guide siamo già in contatto e quindi dobbiamo solo che lavorare, anche la volontà è una cosa che dobbiamo recuperare al pari degli altri problemi. A presto

Sono contenta di trovare riscontri positivi sul tipo di riabilitazione che sto affrontando!! Dopo due mesi di fisioterapia tradizionale in reparto, ho intrapreso ambulatorialmente la via del Perfetti: è tutto un altro mondo! Traggo i massimi benefici da questo tipo di terapia e credo assolutamente che sia il migliore in caso di danni da ictus o, nel mio caso, emorragia. È anche un "sollievo" leggere di altre esperienze e non sentirsi soli, in 6 mesi dall'evento ho constatato che ciascun terapista ha la sua opinione e che in giro c'è tanta ignoranza su questo tipo di patologie e relativo trattamento in riabilitazione. Per fortuna ci sono persone come te che ne parlano e cercano di fare luce su ciò che è meglio per noi sventurati...grazie Valerio!
Elisa

Cara Elisa, mi fa piacere che stai lavorando bene, continua mi raccomando. Buon Lavoro!

Grazie dei preziosi consigli e del supporto che offri a chi si trova a combattere questa dura battaglia. Anche io Appartengo alla schiera dei testardi che in direzione ostinata e contraria crede nel recupero del proprio caro. Nel mio caso della mia cara mamma di 86 anni che, in costanza di ricovero ospedaliero, ha avuto un ictus dx con tutto quel che ne consegue come da manuale (afasia, emiplegia). Dopo la degenza ospedaliera ho voluto, non senza qualche critica, che facesse la terapia riabilitativa in casa. Ci siamo attrezzati e siamo tutti coinvolti in questa missione che all'inizio pareva impossibile. Certo è dura e non mancano i momenti di sconforto ma a distanza di un mese sono stati conseguiti risultati insperati. Anche grazie ai tuoi consigli la speranza non è una mera illusione! So che ce la faremo ! Ed in ogni caso per il resto della vita mi resterà la lezione della grande forza che mia mamma sta dimostrando in questo frangente! Grazie di cuore...

Cara Valeria, mi fa molto piacere che i miei consigli vi abbiano aiutato nel coraggio di gestire l'ictus di mamma in casa, anche per me tutti i pazienti che vedo lottare ogni giorno mi danno un esempio di come l'essere umano possa essere caparbio e determinato e mi aiuta inoltre a lamentarmi meno delle piccole cose che accadono del quotidiano che messe a paragone con chi deve ricostruire una parola o un passo risultano meno che insignificanti. in bocca al lupo per il lavoro in famiglia

Buonasera, sono una logopedista di Rimini , da poco seguo i suoi aricoli e mi sembrano molto utili e interessanti. Volevo chiedermi se sa dirmi dove e se è possibile formarsi sulla riabilitazione neurocognitiva nelle mie zone. La ringrazio. Lara Muccioli

Ciao Lara, purtroppo non conosco possibilità di corsi sul linguaggio nella tua regione

solo una parola GRAZIE per il tuo blog

Grazie a te per le tue parole Tiziana

Ciao Valerio.
Da alcuni giorni, ricevo le tue pubblicazioni.
Nel passato, ho sempre pensato che "lessere colpito da ischemia", fosse un problema che potesse solo interessare "il vicino della porta accanto"...
Da quanto, il fatto... La mamma, ormai ottantacinquenne, cardiopatica e, nel contempo, seguita da struttura sanitaria, per quanto relativo ai valori di coagulazione (TAO), circa due mesi fà, è stata colpita da ischemia.
Conseguentemente, nell'immediato, si riscontravano problemi di funzionalità della gamba sx, del braccio e di parte della bocca, anch'esse sx.
Dopo circa tre settimane di ospedale, è stata collocata all'interno di una RAS.
Ne consegue che, ora vuoi, a causa di un'influenza, ora vuoi x il caldo, ora e sempre in ragione dei DOLORI DIFFUSI, nulla, o poco, a mio parere si è fatto.
Dicendo nulla, intendo soprattutto una riabilitrazione cognitiva, poco quella "muscolare"...
A tuo parere tutto ciò è nella norma !!!???
Grazie

Caro Giuseppe, in genere purtroppo le rsa non sono strutture in cui si investe molto nel versante riabilitativo, quindi non mi stupisce purtroppo

Sono d'accordissimo con il fatto che l'intervento di allungamento ai tendini non serve a molto, in alcuni casi. Quando avevo sette anni hanno detto che dovevo essere operata. Dico solo che prima dell'intervento di allungamento ai tendini riuscivo a stare in piedi quasi da sola e dopo l'operazione non solo non riuscivo più a stare in piedi e camminare come prima, ma non riuscivo più ad andare in bicicletta, sulla quale ci sono sono sempre andata da quando avevo tre anni, perché quando spingevo sulle gambe, le rotule si lussavano e poi mi si gonfiava il ginocchio (cosa che é successa anche qualche anno dopo solamente nel camminare).
Tra l'altro la cartella clinica di quel intervento non si é mai trovara

Mio marito (73 anni) il 19 febbraio scorso è caduto in doccia in seguito a un gravissimo ictus emorragico, quando l'ho soccorso e tirato fuori dal box doccia non parlava già più, ma era cosciente e si toccava la parte destra del corpo avvertendo la non corrispondenza alla percezione fisica. E' stato intubato ancor prima d'essere trasportato d'urgenza all'ospedale, e li, valutata la gravità del caso l'hanno subito operato per far evacuare l'esteso ematoma. E' rimasto in rianimazione per quasi due mesi. Ora si trova in un ospedale di lunga degenza, non muove la parte del corpo destro, non parla, non deglutisce, è diventato pelle e ossa, ha una profonda piaga da decubito nella zona del coccige, una piccola in un malleolo, e un'alta in un tallone. I medici dicevano che non avrebbe superato due mesi di vita, ma lui sebbene sofferente è presente alla sua vita, ogni giorno lo vado a salutare, gli dico eccomi sono qua, gli tengo la mano, lo accudisco un po' facendogli la barba o tagliandogli le unghie di mano o piedi. Quello che non mi so spiegare è: come mai dopo tutto questo tempo non vedo applicato su di lui alcun metodo che possa aiutarlo a avere un po' più di qualità di vita? I medici hanno forse smarrito la via dell'umanità?

Cara Kami, ci sono casi in cui l'intervento può essere accettato, ma non risolve il problema che a monte ha determinato la comparsa dell'ipertono per questo è fondamentale anche e soprattutto prima e dopo l'intervento lavorare sul reale problema per evitare la recidiva

Cara Rosanna, mi dispiace per quello che è successo a tuo marito, la lungo degenza in genere non è predisposta per un progetto di riabilitazione, in molti chiamano un terapista esterno per il proprio familiare

Co ndividotut to, ho avuto un ictus acuto e devastante lato destro per dissecazione carotide, Mia Moglie pero' si sente con la coscienza apposto solo she faccioginnastica muscolare ora a Londra gli Hannover dato anche una macchinetta per impulsive elettricita a basso voltage io per farmi muovere il polso...Paolo T.

Come mai nelle terapie post ictus,anche intensive,non è assolutamente presente il metodo Perfetti,parlo di quelle fatte negli ospedali.

Caro Paolo, se ti capita anche di far lavorare il cervello dovresti vedere la differenza

caro Benito, ho provato a rispondere Qui con questo articolo

Grazie tanto Valerio! Questi informazioni sono veramente preziosi sia per la mia conoscenza che anche per la mia tesi ti ringrazio di cuore!!!!!!!

Io dico che hai fatto centro, seguita così.... Si potranno dare dei buoni consigli e aiuti alle famiglie che hanno avuto un famigliare con ictus.

Grazie dell'articolo che hai portato a mia conoscenza...tutto quello che viene detto mi apre il cuore...è mi aiuta da moglie a pensare che se un piccolo supporto posso farlo anch'io, i risultati se pur minimi piano piano arriveranno. Non pretendo miglioramenti, ma una possibilità in più di conoscere e conoscersi...credo che non faccia mai male!
Vorrei tanto sapere gli esercizi cognitivi che dovrei proporre a mio marito...più o meno dal tuo articolo ho inteso che basterebbe intanto che lui toccasse gli oggetti e li spostasse per riuscire a percepire tutto l'insieme. Ovvio che deve essere lui a prendersi la manina sinistra ed appoggiare sull'oggetto eseguendo il comando di spostamento. Ma credo che l'importante sia proprio che gli legga questo articolo perché si renda conto dell'importanza di quello che c'è celato dietro ad un semplicissimo movimento di spostamento...perché capisca e pensi all'azione in senso stretto.
Se sbaglio Sarmati...dimmelo senza problemi.
Poi se mi potrebbe consigliare degli esercizi da fare mentre sono in visita al pomeriggio.

Buongiorno Valerio cerco brevemente di raccontarLe il mio caso. Il 05/04/2015 mio papa' 78 anni ha avuto un ictus emorragico con afasia, disfagia ed emiplagia dx.. Ospedale e poi clinica riabilitativa per 2 mesi dove ha riacquistato la parola e dimesso con l'ausilio del bastone.Tramite ASL ha fatto 30 sedute di fisioterapia con esercizi da fare a casa sia da solo sia con il mio aiuto. Ad oggi la disfagia e' quasi del tutto migliorata ma x quanto riguarda il braccio dx i miglioramenti sono lenti. ora io vorrei continuare privatamente a fargli fare della fisioterapia ma come posso chiedere al nuovo fisioterapista se conosce il metodo Perfetti e se puo' applicarlo? io pensavo di scaricare le linee guida e di proporle al fisioterapista ma penso che possa offendersi pensando che voglio insegnargli il lavoro. Grazie per l'attenzione. Patrizia

Vorrei sapere se ci sono fisioterapisti in grado di risolvere problemi di equilibrio e problemi visivi di messa a fuoco, che stancano il paziente dopo pochi minuti di camminata o dopo pochi minuti in posizione eretta?
Ictus al cervelletto.

caro dottore,sono stata colpita da ictus con emiplegia dx in luglio, ho purtroppo il braccio che a detta dei terapisti e fisiatri si dovrà riprendere a forza dell'insistere con gli esercizi, ma la mano, mi hanno detto di non sperarci, io sono disperata, non le sto nemmeno a parlare della della gamba perchè spero di recuperarla.

che fare quando ad essere colpita da ictus è una persona con moderata demenza? è impossibile recuperare? mia madre, 81 anni, ha avuto una ischemia a maggio, lato sx. i medici della riabilitazione mi hanno detto di non sprecare troppe energie. ma mia madre è presente e si rende conto. purtroppo la demenza sta peggiorando anche a causa del poco movimento. posso fare qualcosa? chi mi può aiutare? grazie

caro dott. Sarmati,
premesso che condivido ogni virgola di quello che scrive , che desidererei essere nata a Roma per affidarle mio figlio ,(emiplagia sx a seguito di asportazione di angioma cavernoso ) il problema secondo me è che un paziente che inizia il "calvario della riabilitazione " e i suoi parenti il più delle volte non sanno a cosa vanno incontro e scoprono gli errori solo a cose fatte : a spasticità gia conclamata , a ipertono già manifesto e magari a botulino già inettato . per quel che concerne la nostra esperienza abbiamo scoperto che ogni fisioterapista ha il suo metodo dal più dolce al più aggressivo ( mio figlio , ex legge 26 ,ha eseguito cicli di riabilitazione con 4 fisioterapisti diversi in 10 mesi ) e solo ora abbiamo cominciato a sospettare di non essere sulla strada giusta . alla proposta di inettare botulino ci siamo bloccati e abbiamo cercato maggiori informazioni , cosi abbiamo conosciuto lei e scoperto questo mondo straordinario della neurocognitiva . La strada è ancora lunga perchè ancora non sono riuscita a trovare un fisioterapista disposto ad aiutarci , ma non dispero . Se devo essere sincera non credo che io possa avere un ruolo efficace per mio figlio , secondo me non otterrei la sua completa attenzione e disponibilità . Grazie di tutto , a presto

Mi scuso per il ritardo con cui rispondo ai vostri ultimi messaggi in questa pagina.

Per la signora che assiste suo marito, ti consiglio di partecipare al recupero di tuo marito imparando gli esercizi da poter fare in casa, li puoi trovare qui in questa pagina

Cara Patrizia, quello che mi dici non mi è nuovo, mi trovo molte volte a ragionare con i familiari che seguo su come parlare con il proprio fisioterapista. Direi che è un tuo legittimo diritto chiedere al professionista che tipologia di scelte e quale progetto ha in mente per il tuo caro. In definitiva se assumi un architetto per la tua casa, non credo si offenda se gli chiedi di vedere i disegni. Ci sono molti colleghi in gamba che anche se non conoscono al riabilitazione neurocognitiva, sono molto curiosi e vogliosi di imparare qualcosa di nuovo e colgono l'occasione di approfondire un tema che gli piace. Altri purtroppo come hai deto tu potrebbero offendersi e chiedere le porte al dialogo. Personalmente preferirei assumere i primi per un mio familiare

Il Problema delle lesioni cerebellari è piuttosto complesso, si l'equilibrio è uno degli aspetti più compromessi, am che fa capo a difficoltà di integrazione tra più informazioni provenienti dalla vista, dal corpo e dal vestibolo. Sono aspetti che possono migliorare ed anche in questi casi è consigliabile una riabilitazione di tipo neurocognitivo, perchè anche il cervelletto partecipa all'organizzazione motoria con un raffinatissimo contributo cognitivo

Cara Francesca, ho visto che a breve ci vedremo online, bene. Li potremo approfondire direttamente il tuo problema e ragionare sugli esercizi specifici da fare

Mi dispiace per mamma, certamente la demenza non aiuta al recupero e alla gestione del problema di mamma, si tratta tra l'altro di un aspetto che deve essere gestito per non rischiare che peggiori nel tempo, pertanto non si tratta di una scelta la riabilitazione in questo caso ma di una necessità

Per la mamma del ragazzo con asportazione di angioma cavernoso, ci sono ottimi terapisti anche in altre città e spero che tu ne possa trovare al più presto, prova a metterti in contatto con l'associazione Gruppo Ictus Emiplegia Onlus perchè stiamo facendo una lista di professionisti in gamba che operano con la riabilitazione neurocognitiva. Sul discorso, ti stupiresti di sapere quanto fondamentale sia il tuo ruolo nei confronti del suo recupero



Ho avuto ictus il 25.9.15 dopo 140 giorni ho recuperato il passo con LS stampella mano braccio dita d piede SX caviglia tutto bloccato pur avendo fisioterapia con metodo perfetti PRT 2 ore al giorno in una clinica specializzata chi può dirmi che sono sulla buona strada oppure sono in dietro con il recupero? Grazie per la risposta Amilcare

Caro Valerio
non sono neanche due mesi che mi trovo a dover affrontare i problemi conseguenti all'ictus che ha colpito mia moglie Anna (52 anni) il 29 gennaio.
Trovare il tuo sito è stato come trovare un salvagente a cui aggrapparsi per non annegare in un mare in tempesta.
Non sono ancora nella fase di dover imparare gli esercizi che tu consigli in quanto mia moglie sta iniziando il secondo mese di riabilitazione in un Centro di Torino.
Fortuna vuole che in questo Centro si segue il metodo della riabilitazione neuro-cognitiva in quanto so che gli esercizi che vengono impartiti a mia moglie si svolgono ad occhi chiusi. Inoltre il fisioterapista mi ha detto che il metodo che lui utilizza (il metodo Perfetti) è sicuramente migliore rispetto ad altri che vengono usati in altri Paesi.
Si iniziano ad intravvedere alcuni miglioramenti nel movimento della gamba destra (il braccio è ancora piuttosto fermo). Anche l'uso della parola è molto migliorato rispetto ai primi giorni.
Insomma sono abbastanza fiducioso anche se so che sarà una battaglia lunga. Sicuramente quando saranno scaduti i 60 giorni "canonici" nascerà il problema di come proseguire la riabilitazione. Allora si che farò tesoro di tutti i tuoi consigli.

Grazie

domenico

Caro Amilcare, mi dispiace per quello che ti è successo, tu puoi sentire se ti trovi nella buona strada, in quanto hai vissuto i progressi sul tuo corpo, se li ritieni comunque progressivi si, a volte il Metodo Perfetti è l'etichetta del contenitore, ma il contenuto poi dipende da professionista a professionista perchè non è una tecnica fatta di manovre standard

Per il marito di Anna, si gli occhi chiusi durante gli esercizi sono una prerogativa della riabilitazione neurocognitiva in quanto si vuole privilegiare le informazioni provenienti dal corpo, proseguite nel buon lavoro, progresso dopo progresso

Non si smette mai di imparare...graxie Valerio. Io sto trattando una ragazza con grave ipostenia...secondo il neurologo...ma io penso sia più una vera emiplegia con ipertono. Sto cercando di seguire tutti i tuoi consigli ma l arto infetiore non ha nessun movimento.....cerco di intervenire effettuando movimenti continui per poi dare la possibilità a lei di eseguirli per ripetizioner..cosa posso fare ancora escudendo la classica riabilitazione.

bei suggerimenti, ma nulla per la riabilitazione del linguaggio???

Grazie per le spiegazioni comprensibili e alla portata di tutti

Grazie dottore per le utili informazioni che mi ha fornito già con il primo articolo infatti la mia mamma( di anni 90 ) ha una emiplagia sinistra e non capivo perché stesse sempre con la testa piegata dal suo lato destro,io cercavo di sistemarla verso la sua sinistra ma lei oltre a stringere gli occhi per segnalarmi probabilmente un dolore o un rifiuto,pian piano ritornava nella posizione precedente ora ho compreso ch e non devo farlo però cerco di stimolarla con qualche piccolo richiamo alla sua sinistra.E' molto chiaro anche l'articolo di oggi e capisco chiaramente che bisogna occuparsi prima dell'aspetto cognitivo devo però informarla che mia mamma ha anche avuto altri problemi del tipo:insufficienza renale,fibrillazione atriale prima dell'ictus per cui è allettata dal 10 maggio c.a è alimentata con una sonda naso-gastrica e si trova in una R.S.A.spero di avere reso l'idea della sua situazione generale e la ringrazio ancora

avevo gia' inserito un ampio commento ma non lo trovo piu. Valerio, questa tua iniziativa e straordinaria perche' ci permette di confrontarci scambiandoci opinioni sul nostro problema che non e' quasi mai uguale ma spesso simile. molto giusta la considerazione che non e' certamente la muscolatura a rimettere in ordine una emorragia che sta nella testa. La neurologia qui (vivo ben lontano)non e' cosi evoluta e una volta che la RMI dice 'resolving' il neurologo dice...per me e' tutto a posto, ma non da altre indicazioni se non vagamente...fisioterapia. A quel punto si passa da una mano ad un'altra e si perde tempo e danaro. In un anno e mezzo ho fatto grandi progressi i primi sei mesi, ma ora la mia gamba sinistra ha una sensibilita' ridottissima ed il piede quasi nulla. Quello che mi preoccupa di piu' e' il senso di vuoto alla testa che mi blocca ad ogni cambiamento di posizione dal basso verso l'alto (seduto in piedi) ed anche camminare dopo essere stato a lungo seduto, mi da si, debolezza alla gamba sinistr, ma senso di grande vuoto in testa. poi mi soedo e passa tutto. E' NORMALE? Ho rifatto di recente una nuova RMI e ancora il rapporto e' di fatto negativo nel senso che noin risulta piu' nessuna anomalia. Ritieni che quella cicatrice/ematoma possa lasciare questo tiupo di 'firma' perennemente? Grazie Valerio.

Quanto esposto in modo chiaro e comprensibile non solamente mi convince ma già come ho avuto occasione di dire in una mia mail risponde ad una logica quasi lapalissiana e comunque accattivante perchè veramente logica. Anch'io quando ho seguito Astrid , mia moglie, lungo il calvario che, meno male, viene offerto dal SSN o regionale che si voglia, ho fin da subito, richiesto che venisse fatto il maggior sforzo possibile per la riabilitazione motoria ( intendo la palestra), pensando come dai comuni mortali che quantità volesse dire qualità!. Per fortuna la riposta fu che la quantità dipendeva dal paziente e che però non si trattava di quantità di palestra ma di un complesso di interventi, logopedici, psicologici e cognitivi e ovviamente motori. Purtroppo la riabilitazione cosiddetta geriatrica per 3 mesi (Astrid ha 77 anni) ha fatto poco su quella non motoria ma anche poc quella motoria ( scarsità di personale, poco budget, etc.) . Ora ritornata a casa si é acuita la spasticità e l'ipertono, già manifestati in precedenza. MI domando il perché alla sofferenza della seggiola a rotelle mi pare perenne ora si aggiunga questo calvario che negli ultimi tempi non le permettono di stare sin seggiola o anche in poltrona non + di 2 ore per poi avere dolori e crampi. A leggere l'articolo si capirebbe che i precedenti interventi riabilitativi non siano stai ben fatti. Peraltro i test sul neglect come sulla eventuale negazione della malattia e altri interventi cognitivi ( la logopedia a quale tipo di riabilitazione appartiene: quella indicata come negativa e , come penso , a quella positiva?) sono stati fatti e la risposta era stata già buona allora, così come lo sono tuttora. Oggi le difficoltà di parola e la sonnolenza sono conseguenza solo post assunzione di farmaci ( antiepilettici e miorilassanti).
Cosa provoca quindi queste crisi? Se qualcuno del gruppo ha parenti con situazioni simili, su cosa ha puntato del metodo indicato nelle guide del dr. Sarmati per cercare di superare o solo ridurre /arginare il crescente ipertono e la spasticità dolorosa (crampi ripetuti alla gamba) ?
Con Astrid stiamo leggendo nel poco tempo disponibile le guide ma non ancora iniziati gli esercizi . Vedremo e siamo disposti al confronto ed ad apprendere il meglio. Grazie per questa opportunità

Ho letto con interesse il tuo articolo e, per esperienza personale condivido a pieno quanto affermi
Sono stato colpito da ictus l’8 ottobre di quest’anno e mi ha comportato una grave emiplegia sx.
A distanza di 3 mesi dal fatto ho raggiunto numerosi miglioramenti “semplicemente” ascoltando con attenzione il mio corpo, ponendomi obiettivi ragionevoli ma ricercando autonomamente le strategie migliori per raggiungerli, ma sempre senza sforzare i muscoli, la mia attenzione è sempre stata rivolta al solo movimento mai al rinforzo muscolare.
La mia convinzione che tutto partiva dalla mente unita alla mia forza di volontà e voglia di tornare a “vivere” sono state la carta vincente ma un grande aiuto me l’ha fornito il centro di Riabilitazione Neurologica di Verona in cui sono stato ricoverato dopo l’ictus; Non so se hanno applicato il mertodo Perfetti, ma sicuramente non era la classica fisioterapia, mi fecero fare esercizi simili a quelli da te suggeriti, inoltre alla fisioterapia hanno anche affiancato la logopedia e esercizi neurologici per stimolare l’attenzione e la memoria.
Confesso che inizialmente non capivo cosa centrasse ripassare le tabelline, fare calcoli, pasol o parole crociate ma ora che ho letto il tuo articolo capisco che anche se non applicano esattamente il metodo Perfetti sicuramente ne hanno capito il senso e oggi ne apprezzo, in prima persona, i vantaggi. Oggi ho ripreso a comminare (mi dicono correttamente) e anche il braccio ha ripreso alcuni movimenti. Nessuno me lo dice ma dentro di me so che continuando questo percorso di riabilitazione neurcognitiva la prossima primavera riprenderò il mio obby di giardiniere!

Ciao elisa, posso sapere da dove scrivi? Dove hai trovato un fisio che utilizza il metodo perfetti? Grazie

Buongiorno,
mia madre il 23/12/16 ha avuto un ictus ischemico lato sx molto esteso. E' afasica ed emiplegica. Oggi è cosciente della sua situazione, da pochi giorni non nasconde più la mano emiplegica col lenzuolo e di tanto in tanto la tocca pure mantenendo un certo rifiuto. Non mi dilungo nella descrizione di altri "piccoli" miglioramenti, ma da una settimana rifiuta energicamente la fisioterapia (convenzionale) e la logopedia. Riesce a stare solo poco tempo in sedia a rotelle.
Vengo alla domanda. Per casi come quello di mia madre che dopo circa 2 mesi il suo livello di comprensione del linguaggio è parziale e a domande semplici del tipo "dove ti fa male? me lo indichi?" non riesce a comprendere, possiamo sperare che il metodo perfetti possa essere applicato? La domanda scaturisce dalla mia impressione che per poter effettuare gli esercizi che vedo nei filmati occorre una partecipazione/comprensione attiva da parte del paziente.
in attesa di un Suo riscontro le porgo cordiali saluti

caro dottor sarnati quello che leggo nel suo articolo mi sembra assolutamente giusto penso che i fisioterapisti sappiano del problema nel mio caso dicevano sempre ad altri fisioterapisti o astudentinon si rende conto dello spazio a sinistra per lui la sinistra non esisteha un forte ipertono a sinistra e a medicono tuttidevi caricare peso sulla gamba sinistra se no i muscoli nonsi attivano

Sto leggendo con molto interesse ciò che Lei scrive: sono molto utili per capire effettivamente gli esercizi che vengono svolti e perchè siano così importanti. Mi chiedevo se questi utilissimi consigli siano applicabili anche in caso di ipossia connatale. Grazie mille.

Caro Salvo, mi dispiace per quello che è successo. L'afasia è un problema riabilitativo importante perché oltre al logopedista mette in difficoltà anche il fisioterapista che si occupa dell'aspetto motorio, in quanto rende molto complessa la proposta terapeutica, ma di questo argomento ne parlo in questo articolo AFASIA e in questo link puoi trovare un esempio di esercizio con un paziente afásico APRASSIA


Per Alessandra , si il Metodo Perfetti è applicabile anche in età neonatale ed in tutta l'età evolutiva, personalmente mi occupo del paziente adulto, ma ci sono certamente ottimi professionisti che si occupano di riabilitazione neurocognitiva del bambino.

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