Recupera Prima la Gamba del Braccio?

Attraverso questo articolo voglio rispondere ad una domanda ricorrente nelle email che ricevo tutti i giorni.



In genere la domanda è :

 "Mi hanno detto che la gamba recupera prima del braccio, e
che il braccio sarà più difficile E' VERO??
"

Voglio rispondere a questa domanda per sfatare qualche mito

In realtà le cose non stanno così, questa
è una conoscenza comune che andrebbe rivista,

quella che il Prof. Perfetti spesso definisce una Falsa Coscienza.

Uno dei problemi principali è che non devi ragionare a "pezzi"

Infatti il recupero dopo un ictus, non è del braccio o  della gamba, come se fossero dei pezzi di un meccanismo.

Sicuramente il recupero è delle funzioni in cui questi
"elementi" del corpo, partecipano.

Le funzioni di cui parlo, sono:


- La deambulazione, quindi il cammino

- La funzione di prensione e manipolazione.

 

Proviamo a rivedere la domanda di prima e trasformiamola in:


"Il cammino recupera prima della prensione e manipolazione, E' VERO??"

Ragionando in questi termini ora

è più agevole affrontare l'argomento.
 


Prima di rispondere voglio però ragionare insieme sul
perché dopo un ictus si dice abitualmente che la gamba
recuperi prima del braccio.

La risposta è semplice:


Immagina di sederti su una panchina di fronte alla porta di uscita di una clinica "tipo" che si occupa della riabilitazione post-ictus, ti accorgeresti di un fatto strano, vedresti che è vero!
la maggior parte dei pazienti abbandona la clinica spostandosi sulle
proprie gambe
, molti con l'aiuto di un bastone con quattro piedi o tre (quadripode o tripode) ed altri magari sostenuti da un familiare, magari il tempo necessario per effettuare lo spostamento fino alla macchina per tornare a casa, ma soprattutto ti accorgeresti che la maggiorparte di loro non muove il braccio e che tra l'altro è chiuso e piegato sul petto, talvolta avvolto anche da un tutore.

 

Anche tu ad una prima analisi, concorderesti sul fatto che il cammino
recupera prima del braccio...



Ma attenzione alle parole che ho utilizzato poco fa!


ho detto che molti pazienti sono in grado di spostarsi in piedi, non ho
detto che "camminano".


Direi che tra spostarsi in piedi da un punto A ad un punto B e camminare,
c'è una bella differenza.

QUESTA DIFFERENZA L'HA DECISA LA NATURA...


Cosa significa?

leggi con attenzione che questo passaggio è complesso, ma
cruciale.


Ti ricordi che negli articoli precedenti abbiamo parlato di
spasticità e di ipertono?


Quindi sai che per spasticità, intendo la
risposta del nostro organismo al danno cerebrale.

Tale risposta avrebbe lo scopo di mantenere attive le funzioni vitali legate al
movimento.

E' un concetto non semplice, me ne rendo conto, proverò ad
essere più pratico possibile, ti faccio un esempio:


 


Immagina una nave, con una rotta ben precisa ed un equipaggio,
ci sono i marinai, i sottoufficiali e gli ufficiali.

tutti hanno diversi livelli di ruolo e di funzioni da svolgere, ma TUTTI partecipano allo svolgimento dell'obiettivo, che è quello di raggiungere la destinazione.



Ti ho fatto l'esempio della nave perché nell'uomo avviene qualcosa di simile,
infatti la nostra destinazione da raggiungere è lo svolgimento delle nostre funzioni biologiche compreso il movimento ed il nostro equipaggio potrebbe essere semplificato in MUSCOLI, MIDOLLO, PROCESSI COGNITIVI, proprio come marinai, sottoufficiali ed ufficiali.

 

Ma torniamo sulla nave...


Immagina che a causa di una onda anomala (ictus),
tutto il corpo ufficiali (processi mentali) vengano meno e cadano a mare.

ci sarà un breve periodo in cui tutto l'equipaggio
è sotto shock
immobile (primi giorni di fase flaccida, dove tutto è immobile),

in seguito a tale periodo però c'è la necessità di continuare la navigazione per arrivare a destinazione, 
nonostante il corpo ufficiali non ci sia più.

 

Ma in questo periodo di ripresa tutto sarà a carico dei
marinai e dei sottoufficiali
, che dovranno caricarsi di
responsabilità e di ruoli a cui non sono preparati e che
svolgeranno a modo loro. 

Anche il risultato non sarà dei
migliori.


Se provi a ragionarci anche nel caso del nostro movimento,

l'attenzione, la memoria, la percezione e la capacità di risolvere i problemi,
che sono i processi cognitivi necessari per organizzare al meglio il movimento,
sono stati alterati dall'ictus (onda anomala).

I muscoli ed il midollo che è il centro dei riflessi senza gli ufficiali ora gestiscono le sorti del movimento.

In che modo?

Dopo l'ictus, Il ruolo del midollo è potenziato,
quindi si evidenzia un aumento dei riflessi,

che compongono la spasticità, quelli che per intenderci meglio,
irrigidiscono il braccio e la gamba iniziano a prendere il sopravvento.

Ma la natura non è stata malvagia,

ha deciso di permetterci comunque di muovere il braccio e la gamba in modo primitivo,
ma comunque funzionale alle attività più basilari.

Ad esempio se ci hai fatto caso la rigidità della gamba è
sempre in modo da permetterle di stare dritta e quindi di poggiarci il
peso sopra, e il braccio invece si chiude al petto progressivamente
come per proteggerlo da eventuali danni.


Se anche ci prendesse un ictus in una grotta senza l'aiuto di nessuno,
in qualche modo saremmo dovuti essere in grado di
sopravvivere,

magari spostandoci su due piedi poggiando sulla gamba
rigida come un pilone e proteggendo il braccio.


Torniamo a sbirciare cosa succede di fronte alla porta di uscita della
clinica di prima...

Ti accorgeresti che la maggiorparte dei pazienti che esce con le proprie gambe, le usa nel modo che ti ho descritto prima,

trascinando la gamba plegica e poggiandoci il peso del corpo come se fosse di
legno, e vedresti i piedi rigidi contenuti in calzature fisse per
permetterne un appoggio adeguato al suolo,

una sorta di gambaletto rigido (in gergo molla).

ad una prima occhiata quello può sembrare cammino,

possiamo ritenerci soddisfatti perché fino a qualche
settimana prima nemmeno muovevamo un muscolo,

ma quello era il periodo di shock dell'equipaggio,
poi i movimenti che sono usciti fuori non
sono altro che quelli riflessi dei muscoli e del midollo,

non è stato fatto altro che velocizzare un processo che la
natura aveva già in programma,


mentre il braccio appare spesso come ti ho detto prima, con la mano chiusa,
il gomito piegato e adeso al petto.

A volte credo che se ci sedessimo di fronte alla grotta vedremmo gli
stessi risultati...

 

La gamba recupera prima del braccio?

Se dovessi rispondere tu alla domanda, ora che diresti?



io direi di no
, e direi che per ovvie necessità di tempo e
di preparazione, dopo soli 60 giorni di fisioterapia si preferisce dare
l'impressione
di aver fatto qualcosa, mettendo in piedi dei pazienti
che al momento non potrebbero e non dovrebbero,

sviluppando dei riflessi che la natura aveva già preparato,
e quando non basta utilizzando delle ortesi come molle e tutori
per rendere questo spostarsi in piedi possibile e spesso utilizzando il botulino per un controllo momentaneo della spasticità.

se parliamo con un malato che cammina in questo modo ci accorgiamo che
ogni passo è un inferno,

dolore disagio e paura di cadere,
ma ovviamente c'è il rovescio della medaglia di una
autonomia di base raggiunta rispetto alle settimane precedenti 

dove si era completamente allettati e quindi ci si accontenta.

LA SOLUZIONE?

Ovviamente la soluzione generale è quella di raggiungere
l'autonomia, ma con il recupero del movimento di qualità
.


COME?



Torniamo sulla nave...

prova a pensare che dopo l'onda anomala, abbiamo rispettato i tempi di
shock dell'equipaggio senza forzarli immediatamente a svolgere dei
compiti verso i quali non sono preparati, 


immagina che invece di continuare la rotta,  
ci fermassimo a recuperare gli ufficiali che sono caduti in mare,
ed uno ad uno riportarli a bordo e fargli riprendere le loro attività rispettando la convalescenza, 

immaginiamo che alcuni sottoufficiali possano imparare il lavoro degli ufficiali
e quindi essere promossi (riorganizzare le attività mentali)
questo è quello che dopo un Ictus abbiamo il dovere di fare,
rispettare i tempi ed intervenire sui reali problemi, attivare i processi cognitivi alterati.


Devi sapere che è proprio questo che avviene quando lavori con la Riabilitazione neurocognitiva, vengono rispettati i tempi del nostro organismo e
vengono affrontati i reali problemi che si manifestano dopo un ictus, 
e l'unico obiettivo è un recupero di qualità delle funzioni.


Perché non dover raggiungere l'autonomia seguendo un processo di qualità?



Una riabilitazione inadeguata basata sul rinforzo muscolare e sui riflessi,
(rinforzo muscolare, kabat bobath ....)
non solo  permette recuperi parziali e di sola quantità,
ma fanno instaurare dei riflessi che poi sono molto difficili da destrutturare,


Francamente quando le famiglie mi contattano e mi dicono che il loro caro in clinica lavora poco in palestra,
che fa solo una mezz'oretta di fisioterapia,
quasi tiro un sospiro di sollievo,
perché so che spesso è meglio niente,
allora riesco con i familiari a mettere su il progetto di riabilitazione in famiglia,
anche mentre il loro caro è ancora in clinica.


è un vero peccato che in quasi tutti i progetti che costruisco con le famiglie,  all'inizio devo sempre lavorare sul ripristino dei riflessi tirati fuori in precedenza.
Non è solo uno spreco di tempo
perché devi sapere che dopo un ictus la natura ci mette a disposizione un certo recupero potenziale,
quanto di questo recupero ci aggiudicheremo, dipende dalle scelte terapeutiche che faremo, tuttavia per fortuna il cervello mantiene sempre le sue capacità plastiche e non è mai tardi pensare di migliorare la situazione.

68 commenti:

Gentile dr Sarmati
Io personalmente muovo discretamente la gamba sinistra ma non muovo assolutamente il braccio sinistro, tranne che per qualche movimento elementare. Deambulo a fatica, in quanto il secondo ictus mi ha colpito il cervelletto dove ha sede l'equilibrio, quindi deambulo sì, ma sempre accompagnato in quanto posso perdere l'equilibrio in qualsiasi momento. Ho letto con vivo interesse il suo articolo e vorrei tanto riprendere l'uso parziale della mano sinistra. Alcuni movimenti mi sono preclusi, il braccio è come morto. Continuo a seguire i suoi suggerimenti. Maurizio Arnaldo Cavallaro

Caro Maurizio,

mi dispiace per quello che ti è successo per giunta anche un secondo ictus al cervelletto,

negli ultimi anni si è scoperto che il cervelletto oltre ad essere il centro dell'equilibrio è un organo fondamentale per la costruzioni delle informazioni atttraverso il movimento del corpo,

spero di scrivere al più presto qualcosa anche su questo argomento,

d'altra parte mi fa piacere che tu metta in pratica i suggerimenti che scrivo, mi dispiace che siano poveri e generici, ma hanno lo scopo di sensibilizzare un po tutti sul metodo.

Ti mando un caro saluto e rimango a disposizione

Caro dottore, mia nonna di 84 anni ha ripreso subito a far funzionare il braccio e la spalla destra, ma la gamba proprio non ne vuole sapere. Ora dopo 2 mesi di clinica riabilitativa, siamo costretti a metterla in RSA privata, sperando che lì gli facciano un pò di fisioterapia!!! Mi dia un consiglio, la prego siamo disperati!!! Grazie in anticipo.

Caro lettore,

sto scrivendo in questi giorni un nuovo articolo con un esercizio per il recupero della funzione del cammino, ho bisogno ancora di qualche giorno per ultimarlo.

nel frattempo se hai la possibilità continua a mettere in pratica gli esercizi che ti ho già mandato perchè anche se sono diretti al braccio, incidono comunque sui processi del movimento che sono in comune anche a quelli della gamba.

Un caro saluto

ho ripreso ogni funzionalità l'unica che persiste è la gamba e in particolare i tendini con immensa prostrazione perche i tendini fanno assai male
saluti

bravo mi piace continua interessa anche chi spera non debba mai servire, ma e' meglio sapere.

un leggero aumento della spasticità al braccio sinistro e alla gamba provoca un equilibrio precario nella mia andatura. faccio fatica a camminare dritto e a non tendere a sinistra. se la spasticità non ci fosse !!! forse sarebbe tutto meno difficoltoso.le dita tendono sempre a chiudersi.mi stanco subito.grazie per tutto quello che fa per noi. piero

caro Valerio
mia moglie è uscita dall'ospedale con le sue gambe e dpèp quello che è successo devo dire che ha una forza incredibile e voglia di guarire è vero che cammina ora compie circa 1 km e siamo fiduciosi che possa andare meglio . il braccio non lo muove da aprile dopo il vaso spasmo che le ha provocato l'ischemia lato dx e inoltre riperata per mettere una derivazione ventricolare per scaricare l'idrocefalo .Riprendendo il discorso del braccio moa moglie effetua fisioterapia tutti i giorni e io a casa la stimolo con esercizi di ergoterapia e neurocognitività con vari esercizi e le mobilizzo il braccio ora stà riprendendo la sensibilità equandoi lo spostiamo nelle varie posizioni Lei riconosce il movimento e sforzabosi riesce a muoverlo dal petto le fa scendere lentamente e la comando si ferma e riparte .con questo voglio dire che noi gamigliari siamo la medicina se veniamo in
formati e crediamo in quelo che facciamo e se lo facciamo con amore e sentimento la medicina accelera la guarigione saliti Mauro Bolzano

SONO D'ACCORDO CON TE ANCHE IL MIO COMPAGNO QUANDO è USCITO DALL'OSPEDALE AVEVA UN CAMMINO INGUARDABILE....PERCHè PER LORO L'IMPORTANTE ERA METTERLO IN PIEDI.SOLO CON IL TEMPO E TANTA FISIOTERAPIA LUI è RIUSCITO AD AVERE UN BEL CAMMINO.

Molto interessante il tuo articolo. Ti ringrazio per le continue informazioni che ci dai: sono molo utili.

Caro Piero,

sai la spasticità è il fenomeno più evidente del danno cerebrale, ma non è il "colpevole" di tutte le difficoltà motorie che incontri come ad esempio l'equilibrio.

E' necessario comprendere che la lesione al cervello ha determinato l'alterazione dei processi mentali che permettono di organizzare il movimento, la spasticità è la risposta del nostro organismo alla lesione, in definitiva la lesione non determina l'annullamento totale del movimento ma lo altera lasciando integre le funzioni più elementari cioè quelle riflesse (spasticità). E' necessario comprendere questo altrimenti anche le terapie che verranno cercate saranno terapie indirizzate verso il tono dei muscoli per "sciogliere la spasticità", che agiscono sui muscoli e non sul reale problema dell'ictus: vedi botulino e altre strumentazioni ora di moda.

Il problema dell'equilibrio inoltre è assai complesso, infatti la capacità di mantenere il nostro corpo in equilibrio è il risultato dell'elaborazione di numerose informazioni, quelle relative al notro peso, alla posizione dei vari elementi del nostro corpo nello spazio, la tensione muscolare, le informazioni visive ed altre ancora, se ci fai caso anche se apparentemente la sensibilità sia mantenuta la capacità di mettere insieme tutte queste informazioni contemporaneamente spesso è alterata. è sulla capacità di costruire informazioni che va indirizzata la terapia perchè è il problema a monte che determina la spasticità e tutte le altre difficoltà.

un caro saluto

Egr. Dott. Sarmati,
sono 15 gg. che leggo con molto interesse le sue informazioni e devo dire sono di conforto ed informazione, in quanto da 20gg.mio padre ha' avuto un ictus,e' stato ricoverato 9 gg. ed ora l'abbiamo a casa.
Anche se il ragionamento e' buono, Parla con una leggera difficolta'; il movimento c'e' su entrambe le braccia, come pure le gambe; da disteso riesce a pieghare ed alzarle, anche i piedi hanno una buona reazione.
L'unico cosa che ci stiamo chiedendo e' se gli sara' possibile rimanere per lo meno in piedi,(se non camminare) in quanto le ginocchia non hanno la forza di sostenerlo,questo' e' normale?
prima del fatto deambulava normalmente piano piano ma si arrangiava.
Premetto che ha' 92 anni, forse questo potra' pregiudicare la riabilitazione??

Un grazie anticipato per la sua gentile risposta.

Preg.Dott.Sarmati
Ho avuto mia sorella colpita da ictus il 6/2/11,e dopo un ricovero ospedaliero durato 19 giorni,siamo stati letteralmente buttati fuori.Adesso si trova in clinica privata,dove continuano le cure prescritte in ospedale,ma si trova sempre a letto,con braccio e gamba sinistra così come descritto nel forum.Io leggo i Suoi consigli che sono di grande utilità,ma non so se aspettare 60 giorni prima di applicarli,oppure spronare chi di dovere ad incominciare il metodo da Lei consigliato.
Intanto La ringrazio per tutte le informazioni che da.

Caro Pierluigi,

Dopo un ictus è chiaro che ci siano difficoltà nel cammino, il carico sulle gambe poi per intenderci è l'aspetto piú complesso da recuperare e che in genere viene recuperato nelle fasi successive.

A presto

Caro Mario,

Uno dei motivi per i quali condivido questi contenuti nel web ê proprio il sogno di partecipare al cambiamento della situazione riabilitativa,

Credo che le famiglie che vivono ora il problema in ospedale chiedendo sempre piú numerose un trattamento diverso, possano modificare attraverso la domanda, anche l 'offerta.

Dato che la riabilitazione è suscettibili alle leggi economiche come tutto,

Quindi credo che chiedere sia piú che lecito!

ciao scusa una domanda riferita al tuo articolo, ma se aspettiamo a verticalizzare una persona per cercare di ricreare movimenti più corretti questo non potrebbe limitare un suo recupero futuro del cammino nel caso servano periodi lunghi per ricercare i movimenti corretti
Grazie mille

Dott.Sarmati buonasera,ho mia moglie ricoverata nel centro di neuroriabilitazione presso l'Associazione Maugeri di Sciacca.Voglio confermare quello che lei dice ossia che non è vero che la gamba recupera prima del braccio, infatti mia moglie a 22 giorni dall'ictus ( 9 sono gia' passati al centro)sta recuperando il braccio, mentre la gamba è ancora assente.I fisiatri del centro mi dicono di avere pazienza e di non affrettare i tempi per mettere in piedi mia moglie, perchè si incorrerebbe a degli errori che poi sarebbero difficoltosi da togliere.Lei cosa ne pensa?Un grosso saluto.

caro dott. sarmati mi chiamo gerardo molinaro ho avuto un'ischemia cerebrale nel settembre del 2008 avevo 34 anni, ad oggi dopo tanta terapia effettuata con tanta forza di volontà in vari centri di riabilitazione,con utilizzo metodo perfetti,ho avuto un buon recupero,deambulo molto bene sono autonomo,il braccio non fa molto anche se non c'è presenza di spasticità è morbido cosi come la mano. devo aggiungere che ho fatto anche molti esercizi in piscina e mi hanno aiutato molto ad ammorbidire il movimento comunque io credo che in questi casi la volontà gioca un ruolo importante bisogna credere in quello che si fa e avere tanta fiducia.grazie un saluto a tutti.

Caro Luigi,

Concordo in pieno con l'idea di non affrettare i tempi per non produrre problematiche secondarie che limiteranno in futuro la qualità del recupero,

Con questo rispondo anche al post precedente.

Caro Gerardo, concordo pienamente con te, la volontà è uno dei risultati più imporanti della Unione mente-corpo, altrettanto importante è anche eseguire le esperienze riabiitative più adeguate, comunque volontà ed adeguatezza terapeutica sono ingredienti vincenti.

Carissimo Valerio,è vero in ospedale tendono a forzare le cose affinchè al momento di essere dimessi ci si illuda che risultati apprezzabili siano stati raggiunti tramite gli esercizi ginnici effettuati.Io avendo subito un'emorragia cerebellare subaracnoidea che colpendo il cervelletto mi ha privata totalmente dell'equilibrio,al momento di tornare a casa,sembrava camminassi con le mie gambe,ho lasciato la carrozzella per il deambulatore,in realtà non piegavo neppure le ginocchia,camminavo strisciando tipo lucertola lungo i muri,tenendo la gamba sx tesa.Ma sembrava una grande conquista non aver più quel vistosissimo e incontrollabile movimento improvviso del braccio e della mano sx che mi faceva volar via qualunque oggetto.Non ho fortunatamente mai accusato dolore nel muover i passi,unico problema,i crampi notturni dolorosissimi, che episodicamente si ripresentano,la cui causa attribuisco allo stare molto in piedi (il mio medico mi diceva di stare lontana da letto e poltrona ma di camminare il più possibile per ridare tono alla muscolatura molto flaccida).Il primo periodo, per la volontà di non darmi per vinta è trascorso tra iniezioni di Citicolina e camminare per casa di continuo...Oggi a 4 anni dal fatto ho ancora a volte giramenti di testa nel cambiare posizione se in fretta e a volte mi sembra di perdere ancora l'equilibrio a seconda di come posiziono il piede sx...per il resto l'autonomia ,fin qui raggiunta anche forse grazie alla mia cocciutaggine,mi consente di guidare,di infilare un ago,ecc...E'stata ed è dura ma non mollo,continuo.Grazie di cuore per gli interessanti contenuti dei tuoi articoli,mi permettono di ampliare le mie conoscenze su questo "tornado" che si è abbattuto sulla mia vita...conoscendo sempre meglio il nemico migliorano le strategie per affrontarlo!Grazie ancora!Ivana Cavalleri.

Ciao, sono Patty, e volevo dirti che mi sono iscritta al tuo post per avere notizie più approfondite su questo argomento. Io lavoro come OSS in una struttura per disabili, ma prima lavoravo con gli anziani e quindi mi capitava spesso di vedere persone colpite da ictus: però con i ritmi di lavoro frenetici che immagino tu sappia ci sono nelle case di riposo, non sono mai riuscita a capire veramente bene come funzionasse la riabilitazione e la guarigione delle persone colpite da ictus. Nella mia famiglia per fortuna nessuno è stato colpito, ma per me questo argomento è molto interessante per riuscire a capire meglio le dinamiche che si formano durante la riabilitazione: grazie Valerio per le preziose informazioni che ci dai con i tuoi post!

Cara Ivana, complimenti per come hai reagito all'ictus. Non appena avrò completato le prime versioni della Video guida per emiplegico destro e sinistro, preparerò certamente un progetto dedicato agli ictus cerebellari, perché sono molto complessi e soffrono della stessa inadeguatezza riabilitativa.


Cara Patty, sono contento che i contenuti dei miei articoli tornino utili a te e ai tuoi pazienti!

Gent.mo dott.Sarmati,
mio padre è stato colpito da ischemia frontotempoproparietale sx all'inizio di agosto con conseguente grave emiplegia dx, mancanza quasi totale di riflesso alla deglutizione, afasia (corde vocali mobili). E' in ospedale da 45 giorni e al momento in poche occasioni è stato seduto nel letto con le gambe perpendicolari al letto e appoggiate su idoneo supporto in modo che non risultassero penzoloni. Ha un sondino naso gastrico per l'alimentazione. Il braccio dx e' come morto e spesso è gonfio (nonostante il cuscino che lo sorregge). Mi chiedo quali semplici ersercizi potrei fare con mio padre per poter iniziare a sensibilizzare le parti offese. Sottolineo che lui e' vigile ma con defit attentivi anche se la sua attenzione è aumenta progressivamente dall'inizio del ricovero. Ho fatto le prove per l'aprassia indicate in un suo video e a queste ha ben risposto....il consiglio che chiedo e' come impostare il suo recupero ovvero alla luce della lettura dei suoi interessanti articoli, mi chiedo come si possa agire in sinergia con la struttura di riabilitazione quando vi sara' trasferito.
Grazie per l'attenzione e spero in una Sua risposta
Cristina

Cara Cristina,

Prima di tutto potresti chiedere alla stessa struttura di riabilitazione se fosse possibile essere affidati ad un terapista che conosce la riabilitazione neurocognitiva (metodo perfetti). In tal caso potreste anche imparare voi stessi gli esercizi per offrire maggior tempo di riabilitazione, quando lo andate a .trovare anche una oretta al giorno. Se la riabilitazione offerta dovesse essere solo muscolare anche in quel caso imparare gli esercizi di riabilitazione neurocognitiva è una buona idea per dargli la possibilità di stimolare il cervello ed il movimento

Buonasera dott. Sarmati,
le volevo chiedere su Firenze a chi mi posso rivolgere per far sottoporre mia madre al metodo perfetti ?
Saluti
Valentina

Grazie per l'articolo, mi ha aiutata a comprendere alcune cose, è davvero interessante.Che cosa mi può dire a riguardo delle recupero delle funzioni cognitive?

Per Valentina ci siamo già sentiti al telefono.
Mentre per il recupero delle funzioni cognitive, quasi tutti gli articoli del blog trattano questo argomento.

Grazie per le varie osservazioni che mi hai fatto vedere.Mi sono interessato perchè un mio carissimo amico,un prete della mia età cca,ha avuto un ictus 9 anni fa,ha tribolato parecchio ora si è ritirato in un appartamento assistito da altre persone.
Volevo conoscere un pò di più di questa malattia anche perché una mia ex collega di insegnamento,più giovane di me sta soffrendo per questa malattia,ma è assistita da suo marito neurologo.
Non mi sono fatto vivo prima, troppo preso dalle nipotine che ci lasciano poco tempo.
Ti ringrazio e non voglio disturbarti di più piergiorgio

Grazie a te Piergiorgio per l'interesse e le tue parole.

Gentile Dott. Sarmati
In rif. alla sua del 9/3/13 in merito all’argomento della riabilitazione in primis degli arti superiori rispetto
agli arti inferiori voglio esprimere la mia soddisfazione per avere constatato personalmente con il paziente
che sto seguendo che attraverso esercizi indirizzati all’arto superiore ottengo una risposta piu’ rapida ed incisiva dal paziente stesso.
Questo riscontro positivo mi ha fatto aumentare la fiducia rispetto al suo metodo che per approfondire
penso sia necessario lo studio completo del corso che lei propone.
Nel frattempo Le porgo distinti saluti.
Gabriela Wiesse

buona sera volevo fare una domanda mia madre sa chi ha di fronte a lei a parlargli ho ha dimenticato chi siamo noi ,e si immaggina che siamo tutti uguali delle persone normali, e se ha perso la memoria grazie

Cara Gabriela,

mi fa piacere che aumenti la fiducia nel Metodo Perfetti sulla base delle tue esperienze dirette con i tuoi pazienti.
Buon Lavoro



Per chi ha la Madre in uno stato in cui non reagisce agli stimoli esterni, è difficile dire che tipo di consapevolezza abbia delle persone che ha di fronte, sono aspetti difficilmente valutabili, in ogni modo è sempre utile mantenere vivo l'impegno e gli stimoli nei suoi confronti e farle sentire che ci siete. In bocca al lupo

caro Valerio

Ho letto tuo articolo con tanta attenzione, lo trovo molto interessante pero mi piacerebbe vedere anche qualche esercizio prattico ad esempio per la gamba falciante. Mia nonna ha recuperato bene fuzione del braccio ma la gamba resta sempre indietro...

grazie

qba

Guarda in questo video ne ho messo uno a disposizione da riprovare in casa, ovviamente non è sufficiente per risolvere da solo l'andatura falciante, ma è un esempio di come devono essere costruite le attività per il recupero del cammino.
http://www.riabilitazione-ictus-cerebrale.it/lezione-4-riabilitazione-emiplegia-sinistra/

Buongiorno dott.re Sarmati,
mia mamma (69 anni) è stata colpita da ictus il 17 di Maggio scorso, con completo interessamento del lato sx del cervello, (vena carotidea media) adesso a distanza di un mese è ancora allettata, con brevi periodi su carrozzina (1 ora circa), il nostro problema principale, a parte la fisioterapia, è lo stato di depressione in cui è caduta, che complica notevolmente il lavoro della logopedista e del fisioterapiasta, la gamba e il braccio dx sono plegici e non danno alcun segno di miglioramento, a parte un riflesso parziale dell'avambraccio dx (lo porta verso il petto e poi lo esetende durante il movimento a letto nel tentativo di sistemarsi di posizione).
Vorrei un consiglio, se possibile, su come interagire in modo positivo sul lato emotivo, anche se questo esula dalla fisioterapia. In famiglia abbiamo tutti l'impressione che questa "immobilità" sia in parte volontaria e non come ci suggeriscono i medici dal grave ictus che ha colpito mia mamma.
In attesa di sue notizie
Buona gornata

In realtà l'aspetto emotivo non esula affatto dalla fisioterapia in quanto l'emotività gioca un ruolo fondamentale sul movimento e sulle azioni quindi essendo la fisioterapia rivolta allo studio ed al recupero del movimento, non può NON considerare l'aspetto emotivo. Detto questo direi che non è la depressione a non far vedere miglioramenti ma il contrario cioè il fatto di non vedere miglioramenti determina depressione. Questo è molto frequente soprattutto quando la riabilitazione che si sta svolgendo non coglie il reale problema del paziente che ha subito un ictus, cioè sfera cognitiva -emotiva e motoria e si concentra solo sugli aspetti muscolari. a presto

sei un mito ti credo però sai ci lasciano spesso soli e il convento passa questo ciao valerio grazie a presto alan.

Caro Alan, prima o poi il convento cambierà menù se gira maggiore informazione

Buongiorno dott. Sarmati, mi chiamo Sebastiano e la contatto perché mio padre che ha 67 anni giorno 4 ottobre è stato colpito da un ictus cerebrale ischemico ed è rimasto completamente paralizzato dal lato sinistro .. Come cura in ospedale hanno dato il sintrom e hanno detto di portarlo in una RSA per fare riabilitazione e così è stato.. Dottore c'è magari qualche esercizio che possiamo fargli fare io e mia madre per poterlo far riprendere prima? Quanto tempo ci vuole prima che almeno riesca a camminare un po? Dottore perfavore mi risponda perché siamo davvero scoraggiati io e mia madre e speriamo soltanto che si riprenda presto. Grazie

Caro Sebastiano, sono passati pochi giorni dall'evento, è ancor un buon periodo per migliorare la situazione. Si c'è la possibilità di aiutarla con esercizi specifici, prova a chiamare il mio centro 0666018356, loro ti daranno il mio contatto diretto così mi chiarisci la situazione a voce. a presto

ANCHE IO HO RECUPATO IL MOVIMENTO DELLA GAMBA SINISTRA ANCHE SE CONTINUO AD AVERE SERI PROBLEMI DI DEAMBILAZIONE. L'EMORAGGIA CEREBELLARE SI E' VERIFICATA IL 7 MAGGIO 2012.CH OIEDOCOMEPOSSOACCELERAREILPROCESSO.

Caro Raffaele,
le lesioni cerebellari richiedono un ragionamento particolare, ma comunque in linea con quanto descritto in queste pagine. Il cervelletto è sempre un organo che regola i processi cognitivi e quindi il movimento, anzi sembrerebbe giocare un ruolo fondamentale in questo processo. Pertanto è consigliabile nel tuo caso anche la riabilitazione neurocognitiva

Salve mio padre nel 2008 ha avuto un ictus.ha ripreso abbastanza bene per la sua eta(86 oggi)a genna del2014 ha avuto tre attacchi di ischemia.adesso é allettato e anche se ha i muscoli flosci e riesce a muovere le gambe,non riesce a camminare.c'è un metodo per farlo camminare?grazie

Il cammino è una funzione, il metodo per farlo camminare è recuperare la funzione attraverso la riabilitazione, se ti riferisci al metodi riabilitativo, chiaramente riteniamo che la riabilitazione neurocognitiva in questi casi sia la più indicata

salve mia mamma di 75 anni ha avuto un ictus ischemico lato dx 4 mesi fa, ora è a casa e sta facendo riabilitazione, ma purtroppo il braccio non lo muove, è afasica e la gamba piano piano riesce a stare in piedi appaggiata ad un carrellino.. vorrei sapere se c'è speranza per l'afasia grazie mille

MI dispiace per quello che è successo a tua madre, il linguaggio proprio come il movimento degli arti necessita di riabilitazione, è dal tipo di lavoro che si basa la speranza, è necessario acquisire un passaggio alla volta partendo dalla comprensione

salve
vi racconto cosa sto vivendo ora con mio padre dopo ictus in struttura a rivoli,pianezza
ictus braccio sx e angolo bocca :
Ospedale neurologa/fisiatra/fisioterapista suo padre con la situazione clinica, con la voglia che ci sta mettendo dovrebbe nel giro di 6-12 mesi riprendersi al 90-95%.
Centro riabilitativo ricosciuto ASL il DIRETTORE SANITARIO suo padre subira altri ictus,attacchi di cuore e non sara piu come prima tutto detto con tono arrogante e spezzante (NON HA NEANCHE GURDATO TUTTE LE CARTELLO CHE HO PORTATO SU RICHESTA DA PARTE LORO STORIA MEDICA DEL PAZIENTE?)
Ora mio padre dopo 2 mesi con me affianco
(PRESA ASPETTATIVA NON RETRIBUITA)
all'internodella struttura , fa 20-25 minuti di fisio con fisio della clinica ,che passo 3-4 ore al giorno con lui cammina muove il braccio al 75%
ma che cazzo di soluzione studia per i cittadini lo stato da noi pagato?
chi mi spiega che cazzo servono 1200-1400 tra parlamenrtari e senatori?????????????????????????????
scusate e saluti
chiedo scusa per lo sfogo

Lo sfogo è più che lecito, la situazione attuale non è delle migliori in effetti, mi dispiace che a volte anche il comportamento di alcuni operatori del settori rendano la gestione della malattia ancora più complessa

Ciao Valerio, hai detto che dobbiamo darti del tu e ti ringrazio ! Il problema è un ictus che ha colpito mia mamma fi 75 anni all'emisfero sinistro del cervello e parte della zona frontale. E' successo il 5 febbraio . Siamo stati 20 giorni in ospedale e la degenza e' stata complicata da una setticemia da candida che abbiamo benedetto perché ha permesso di scoprire la presenza di un grosso coagulo nel cuore che per fortuna si è sciolto senza provocare danni ulteriori con una terapia a base di eparina. Dopo i giorni in ospedale siamo stati spostati in una clinica specializzata nella riabilitazione neuromotoria. Qui però la riabilitazione neurologica non è avvenuta e quella motoria nemmeno perché la mamma siccome era molto agitata e dormiva poco e stata trattata con benzodiazepine che non hanno fatto altro che peggiorare il suo stato neurologico e motorio ...abbiamo dovuto litigare con gli specialisti perché la smettessero e dopo una settimana di non "trattamento" mia mamma come d'incanto e' tornata in se', ha cominciato a collaborare alla fisioterapia e anche l'afasia diminuiva giorno dopo giorno . Dal 20 maggio siamo a casa e in meno di un mese anche con i tuoi consigli e l'aiuto di una fisioterapista meravigliosa la mamma cammina accompagnata da un lato e parla quasi bene . Solo il braccio ma soprattutto la mano e' ancora un po' indietro . Non è spastica e si muove leggermente . La mamma cerca da sola di sollecitarne i movimenti. E' molto brava ! Mia sorella mio babbo e io le siamo sempre stati vicini e non l'abbiamo mai lasciata sola e credo che questo insperato miglioramento sia un po' anche merito nostro che l'abbiamo sempre stimolata senza farle fretta e soprattutto coccolata ! Ecco la nostra storia ! Quello che ci hai inviato ci ha aiutato tanto soprattutto per capire la malattia e comportarci di conseguenza....grazie di cuore !

Cara Mara mi fa molto piacere il tuo racconto, bene che ci siano già dei movimenti alla mano ed il fatto che non notiate spasticità ci fa ben sperare l'ulteriore recupero, confermi quanto sia importante la famiglia nel recupero del paziente dopo che ha subito un ictus. Bravi

gentile dottore, mio marito ha avuto un ictus arteria basilare. Dopo trombolisi è rimasta un po' di atassia, problemi visus occhio sinistro laterale e gusto a sinistra.
Chi non lo conosce non si accorge di nulla, ma in realtà ha un andamento un po' particolare, la gamba e il braccio destro sono soltanto indeboliti. Direi che ha recuperato prima la forza nel braccio.
Pensa che potrà tornare come prima?
Grazie

Caro Dott. Sarmati ho apprezzato il suo articolo.La riabilitazione che faccio non è proprio una riabilitazione (o del tutto) neurocognitiva.
Lavoro in palestra soprattutto, mi pare, per l'educazione dei muscoli e dell'equilibrio. La gamba non la sollevo molto, la spalla neppure ed il braccio (lato dx) qualche piccolo movimento nelle dita della mano: dopo essere state stimolate con un leggero massaggio di riscaldamento.
Sono passati circa 6 mesi dalla data dell'ictus.
Mi piacerebbe avere qualche esercizio specifico da poter fare in famiglia.
Ringrazio anticipatamente, saluti
Francesca Brusa

Cara Francesca, se già ad occhio tuo marito sembra già aver recuperato molto significa che state già ad un buon punto per perfezionare la qualità del recupero sarebbe meglio fare della riabilitazione in più

Per te Francesca che invece desideri fare la riabilitazione neurocognitiva in famiglia, puoi prendere la video guida attraverso l'associazione Gruppo Ictus da questo link

gentile dott SARMATI mi a fatto piacere il suo interesse per me e tanti altri nelle mie condizioni dando ascolto ai suoi consigli cerco di migliorare specialmente nel camminare anche se è difficile vorrei poter fare delle fisioterapie ma all'ospedale mi anno detto che essendo un ictus di 5 anni fà li non possono fare niente io avevo chiesto di rifare 1 ciclo di fisioterapia mi è stato negato per motivi che non'ò compreso vorre un consiglio ad'arezzo a chi mi posso rivolgere a che genere di specializzazione devo rivolgermi
sento e sò che io ò BISOGNO di fare qualcosa
grazie nanni pietro

Caro Pietro, dovresti cercare un fisioterapista che si occupa di riabilitazione neurocognitiva, prova a dare una occhiata anche al sito dell'associazione www.gruppoictusonlus.org all'interno c'è la lista blu, ovvero una lista di terapisti certificati dall'associazione che si occupano di riabilitazione neurocognitiva, in aggiunta sempre nel sito puoi trovare le informazioni su come poter iniziare la riabilitazione in famiglia. a presto

ciao Valerio, mio padre, 74 anni, è stato colpito da un'emorragia cerebrale subaracnoidea con una focolaio emorragico nel lobo frontale sinistro, il 10 febbraio. Dopo essere staTo in rianimazione e poi trasferito in reparto, è stato dimesso e ha cominciato la riabilitazione in una clinica convenzionata. tale riabilitazione si concluderà il 29 aprile, momento in cui finalmente lo riporteremo a casa. Considerata la sua situazione di partenza, ha sicuramente fatto dei progressi, dato che ora riesce a mangiare in maniera autonoma, riesce ad andare in bagno , ovviamente aiutato; purtroppo ho notato che ha dei momenti in cui pare perdere la cognizione della realtà , in quanto parla di cose e persone passate come se fossero attuali.per quel che riguarda la deambulazione, riesce a fare qualche passo, ma ho l'impressione che abbia quei difetti, la spasticità e l'ipertono di cui parlavi, lui è un pò scoraggiato, in quanto dice che le gambe non lo reggono e in particolare la gamba sinistra dopo qualche passo comincia tremare.ora tornando a casa, vorrei intraprendesse una riabilitazione che punti al migliore recupero possibile. purtroppo però non so dove e a chi rivolgermi. mio papà abita a Taranto. Potrebbe darmi dei suggerimeni, su come muovermi.
grazie Tina

Cara Tina, se non dovessi trovare un professionista che si occupa di riabilitazione neurocognitiva nella tua zona potresti rivolgerti all'associazione Gruppo Ictus Emiplegia Onlus, dove puoi ricevere le istruzioni per la riabilitazione in famiglia con le video guide

Dottore io ho avuto un'ictus ischemico che mi ha portato a unemiplagia sinistra la gamba funziona al 50%ma il braccio non funziona per niente riprendera o no?mi chiamo luca e ho 33 anni

BUON GIORNO quello che lei dice e' veritiero.. pero' non e' facile essere ottimisti in certe situazioni.. le ho gia scritto un paio di volte e lei puntualmente risponde e di questo la ringrazio i suoi consigli ci sono molto utili..ho avuto ictus 2015 riesco a muovermi con bastoneil braccio non ne vuole sapere PERO' IO SONO CERTO DI RIUSCIRE A RECUPERARE TUTTO E TUTTI DOBBIAMO FARCELA ANCHE PERCHE' NIENTE E' PER SEMPRE HO 54 ANNI E CREDO CI SIA TANTO DA VEDERE ANCORA DI BELLO A QUESTO STRANO MONDO. IO LA COSA L'HO PRESA MALE COME TUTTI CREDO CERCO DI FARE DEL MIO MEGLIO E CONFIDO NELLA NATURA COME DICE LEI PRIMA O POI SI SVEGLIERANNO TUTTI I MARINAI SALUTI CENCI FRANCO

Ciao Valerio, leggo con molto piacere sempre la tua disponibilità a cercare di dare una mano a tutti, questo ti fa onore, non esistono soldi alla compressione umana, e tu ne sei una testimonianza vivente di tutto ciò. Più volte mi hai ripreso, nei momenti di maggiore sconforto, sia qua,che su fb, sia con scambio di email dirette. Non so se ricordi di me... ho avuto,una TROMBOSI CELEBRALE VENOSA,FEBBRAIO 2013,poi,TUTTO RECUPERATO,MA DOPO 5 MESI HO UNA 1 CRISI EPILETTICA SUPERATA,MA A MENO DI UN MESE,2 AGOSTO 2013,HO UNA 2 CRISI EPILETTICA,CHE PER IL LUNGO RITARDO(PER ARRIVARE IN OSPEDALE),PAGO QUASI CON LA VITA.(GRANDE MALE FEFRETTARIO,DA REGRESSA,TROMBOSI.DIAGNOSI CARTELLA CLINICA). Non se ricorderai, qui giù dove abito, faccio Fisioterapia da 3 anni, poco tempo fa, ero convinto che fosse Netrocognitiva, ma con mio stupore, dopo aver confrontato le carte con i Fisioterapisti, scopro,che mi fanno fare, Fisioterapia riabilitativa. Non mi era stato detto con chiarezza che sarei rimasto, un invalido a vita,perche affermo questo??,miglioramenti zero!!!!anzi peggioramenti gamba destra. A conferma di quanto detto prima,(tra tutte le cure che ho fatto,botulino, tecar ed altro....,recentemente mi viene consigliato di camminare a piedi nudi sulla sabbia(abito sul mare)e dopo vari tentativi, dubbi, supposizioni, ho avuto la conferma purtroppo, che il piede sinistro e morto. Mi spiego meglio,e vero che mi fa camminare, ma e come che non esiste, nella forza e negli sforzi , solo il destro mi porta tutti i problemi, che spesso devo ricorrere al ghiaccio, ma il sinistro emiplegico, e come quello che faccio,e non l'ho l'abbia fatto.Sono completamente disperato,tre figli piccoli,a 55 anni,cosa mi resta da fare???.Ti chiedo umilmente scusa Valerio,ciao.

Ciao Valerio, leggo con molto piacere sempre la tua disponibilità a cercare di dare una mano a tutti, questo ti fa onore, non esistono soldi alla compressione umana, e tu ne sei una testimonianza vivente di tutto ciò. Più volte mi hai ripreso, nei momenti di maggiore sconforto, sia qua,che su fb, sia con scambio di email dirette. Non so se ricordi di me... ho avuto,una TROMBOSI CELEBRALE VENOSA,FEBBRAIO 2013,poi,TUTTO RECUPERATO,MA DOPO 5 MESI HO UNA 1 CRISI EPILETTICA SUPERATA,MA A MENO DI UN MESE,2 AGOSTO 2013,HO UNA 2 CRISI EPILETTICA,CHE PER IL LUNGO RITARDO(PER ARRIVARE IN OSPEDALE),PAGO QUASI CON LA VITA.(GRANDE MALE FEFRETTARIO,DA REGRESSA,TROMBOSI.DIAGNOSI CARTELLA CLINICA). Non se ricorderai, qui giù dove abito, faccio Fisioterapia da 3 anni, poco tempo fa, ero convinto che fosse Netrocognitiva, ma con mio stupore, dopo aver confrontato le carte con i Fisioterapisti, scopro,che mi fanno fare, Fisioterapia riabilitativa. Non mi era stato detto con chiarezza che sarei rimasto, un invalido a vita,perche affermo questo??,miglioramenti zero!!!!anzi peggioramenti gamba destra. A conferma di quanto detto prima,(tra tutte le cure che ho fatto,botulino, tecar ed altro....,recentemente mi viene consigliato di camminare a piedi nudi sulla sabbia(abito sul mare)e dopo vari tentativi, dubbi, supposizioni, ho avuto la conferma purtroppo, che il piede sinistro e morto. Mi spiego meglio,e vero che mi fa camminare, ma e come che non esiste, nella forza e negli sforzi , solo il destro mi porta tutti i problemi, che spesso devo ricorrere al ghiaccio, ma il sinistro emiplegico, e come quello che faccio,e non l'ho l'abbia fatto.Sono completamente disperato,tre figli piccoli,a 55 anni,cosa mi resta da fare???.Ti chiedo umilmente scusa Valerio,ciao.

caro tommaso scusa se mi intrometto nella conversazione con il dott. MA NON BISOGNA MOLLARE MAI nulla e' x sempre dovra pure finire questasituazione e' difficile essere ottimisti ma tu pensa che siamo in tanti su questa barca e bisogna x forza remare..quando sei giu' dai un abbraccio ai tuoi bimbi magari ti aiuta ho 54 anni e sono in una situazione piu' o meno simile ma ripeto NULLA E' X SEMPRE quindi devi essere ottimista FORZA CHE NON SEI SOLO

NELLE VS PAROLE LEGGO TANTO PESSIMISMO. LA COSA MI RATTRISTA PERO' CAPISCO IO PENSO SEMPRE CHE STIAMO FACENDO LE OLIMPIADI.. CHIARAMENTE NON SIAMO CENTOMETRISTI MA MARATONETI E' LUNGA LA STRADA MA CE' SEMPRE UN TRAGUARDO E NOI TUTTI VOGLIAMO E DOBBIAMO ARRIVARE CE LO MERITIAMO CREDO.

caro Valerio, seguo con grande interesse tutti i tuoi articoli e sopratutto le varie diversificazioni di questa patologia che si traggono dai commenti. Sono quello che vive in mezzo all'Oceano Indiano, isola invidiabile? Si certamente, ma se capita l'ictus...evviva Valerio e questa tua ioniziativa che mi sta gradualmente rimettendo in ordine. La mia lesione ha colpito (nov 2014) il parietale destro con sconfinamento nell'occipitale. Di fatto la patologia ha creato problemi solo alla gamba sinistra che con molta circospezione ho quasi totalmente recuperato nel movimento ma non nella sensibilita quasi assente nel piede. Inoltre ad ogni cambiamento di posizione (seduto/in piedi) e anche camminando ho un vuoto alla testa che ritengo giusto definire -vertigini- queste, passano, se sto seduto o in posizione orizzontale, si affievioliscono durante la deambulazione ma con grande circospezione. Mi ritengo privilegiato perche leggo situazioni ben piu' gravi e l'unica vera problematica e che qui non ci sono esperti in materia. Detto questo voglio ancora una volta ringraziarti per questo tuo spazio di confronto perche' mi permette di cxapiure anche quello che qui non mi dice nessuno. Manca solo la mia eta':74 anni.

Buona sera, sono Cristina. Per caso ho scoperto questo blog navigando nel sito per documentarmi sull'argomento della riabilitazione post ictus.
Sono ancora molto ignorante in materia ma so che devo ...correre per approfondire questo argomento e lo devo fare per aiutare mia madre Milvia, 80 anni fino a 10 giorni fa senza alcun problema di salute (non era neache ipertesa).
Caro Valerio, dato che mia madre è stata colpita da ictus pochi giorni fa il 6 febbraio 2017 e dopo 4 giorni in Stroke Unit è stata dimessa e inviata al distretto ospedaliero per la riabilitazione, vorrei poter avere da te indicazioni personalizzate al suo caso...prima che al distretto ..combinino più guai che benefici...leggendo le esperienze di chi c'è già passato prima.
Un grazie anticipato.

Cara Cristina, mi dispiace per quello che è successo a tua madre. Per indicazioni personalizzate possiamo farlo con una visita on line, puoi procedere da Questa Pagina ci sarò io o un collega che presta servizio per l'associazione

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