È vero che il Metodo Perfetti è superato?


Leggendo ed informandosi riguardo al Metodo Perfetti e la Riabilitazione Neurocognitiva ci si accorge immediatamente della ragionevolezza dei suoi presupposti, in particolare circa l'assunto secondo cui in seguito ad una lesione cerebrale sia necessario riattivare le funzioni cerebrali che da essa sono state alterate, le stesse che permettono il movimento.



Molti familiari e pazienti che ritengono questo metodo un'ottima soluzione per il proprio recupero chiedono anche nell'ospedale o clinica dove sono ricoverati se è possibile ricevere appunto il Metodo Perfetti. In queste circostanze è accaduto più volte che il medico di riferimento rispondesse : “Il Metodo Perfetti è ormai superato!”. Gli stessi familiari perplessi da questa affermazione mi chiedono poi spesso delucidazioni al riguardo, ragion per cui ho deciso di scrivere questo articolo.



Sostenere che il Metodo Perfetti è superato dimostra una conoscenza parziale e superficiale del tema



Ogni scelta terapeutica, compresa la Riabilitazione Neurocognitiva secondo il Metodo Perfetti, nasce da un insieme di conoscenze scientifiche di riferimento: per questo nel corso del progresso scientifico anche le proposte riabilitative hanno avuto il loro sviluppo. Pertanto, man mano che si faceva sempre più chiarezza sul movimento, sul corpo, sul cervello e sui processi di recupero, le proposte riabilitative nei confronti del recupero post ictus sono diventate sempre più appropriate ed efficaci.



Teniamo presente che poco più di 3 secoli fa gli studi sull'anatomia erano agli albori e il funzionamento del corpo umano e del movimento era considerato più alla luce delle suggestioni popolari che delle conoscenze scientifiche. Si compì un grande salto in avanti solo intorno al 1700, quando venne scoperta l'importanza dei muscoli ai fini del movimento; determinanti in proposito furono le sperimentazioni nei confronti della capacità del muscolo di contrarsi se attraversato da corrente elettrica. Conoscenze di questo tipo portano ad individuare nel solo muscolo le responsabilità delle alterazioni del movimento. Tradotto in termini di riabilitazione post ictus ciò significa che quando ci troviamo di fronte ad una riabilitazione rivolta al rinforzo muscolare o alla semplice richiesta di camminare siamo in presenza di un trattamento che fa capo a conoscenze relative al 1700 circa.



Un secolo dopo, intorno alla metà del '800, ci fu un grandissimo avanzamento nell'ambito delle conoscenze scientifiche relative alla neurofisiologia: infatti, grazie agli studi di Sherringhton, venne individuata l'estrema importanza dei riflessi nervosi nei confronti dell'organizzazione del movimento. Questa grande scoperta venne tradotta in riabilitazione post ictus solo 100 anni dopo, intorno alla metà del secolo scorso, con la nascita delle tecniche Bobath, Kabat e Vojta, che prendono il nome dai loro ideatori. 
Alla luce di queste scoperte scientifiche, le tecniche riabilitative attraverso manovre specifiche si proponevano di regolare i riflessi che partecipano al movimento e che sono stati alterati dalla lesione cerebrale. 
Pertanto, quando per il recupero post ictus ci troviamo in presenza dei trattamenti Bobath, Kabat e Vojta, dobbiamo sapere che le conoscenze scientifiche alle quali essi fanno capo sono relative alle scoperte ottenute intorno alla metà dell'800, anche se ciò non toglie che tali tecniche superavano di gran lunga quelle muscolari ed hanno rappresentato un notevole balzo in avanti per la riabilitazione del dopo ictus.



Mentre intorno alla fine degli anni '60 del secolo scorso, quindi 100 anni dopo gli studi di Serringhton, avvenivano degli straordinari progressi nei confronti della comprensione del movimento e delle funzioni cerebrali. Gli studi neurofisiologici venivano condotti su soggetti svegli (prima invece avvenivano solo sui corpi esanimi) e questo permetteva di comprendere quanto il comportamento ed il movimento fossero regolati non solo dai muscoli e dai riflessi, ma anche dalle funzioni cerebrali e dall'intenzionalità del soggetto. 
Nel frattempo anche nel campo della psicologia venivano condotti studi sui processi cognitivi in modo più approfondito, inoltrandosi in un campo inesplorato fino a quel momento. In quegli stessi anni uno studioso italiano, il Prof. Carlo Perfetti, riusciva a tradurre in riabilitazione le nuove scoperte che dimostravano l'importanza dei processi cognitivi ai fini dell'organizzazione motoria come l'attenzione, la percezione, la memoria, l'apprendimento. Nasceva così il Metodo Perfetti, che nel corso degli anni è stato riconosciuto come Esercizio Terapeutico Conoscitivo e più recentemente Riabilitazione Neurocognitiva.
Alla sua base, le prime intuizioni del Prof. Perfetti, secondo le le quali in seguito ad un ictus la lesione al cervello altera le funzioni cerebrali che permettono l'organizzazione motoria e quindi è nei loro confronti che deve essere esercitata la riabilitazione.



Da quel momento in poi le scoperte scientifiche non fecero altro che dimostrare l'importanza delle funzioni cerebrali nei confronti dell'organizzazione motoria, svelando aspetti sempre più nascosti dei processi cognitivi e del loro funzionamento. Queste nuove acquisizioni permisero di arricchire la Riabilitazione Neurocognitiva di anno in anno con nuovi strumenti e possibilità di sviluppo. 
La Riabilitazione Neurocognitiva non è semplicemente una metodica o una tecnica: è una scienza riabilitativa a tutti gli effetti, che tiene conto dei progressi di tutte le branche della scienza che cooperano per spiegare il comportamento umano, il movimento, il linguaggio e i processi di recupero.



Negli ultimi anni, grazie ad un rapido sviluppo della tecnologia, abbiamo visto un inquieto susseguirsi di soluzioni tecnologiche e robotiche per il recupero dell'emiplegia: braccia e gambe meccaniche che producessero movimenti passivi degli arti, macchinari intenti a risolvere la spasticità con vibrazioni, realtà virtuale, stimolazioni magnetiche cerebrali... Tutti trattamenti travestiti da tecnologie avanzate che si propongono come scorciatoie al recupero post ictus riuscendo a colpire molto l'immaginario collettivo. Tuttavia è possibile riscontrarvi solo in piccola percentuale un'attenzione rivolta alla riattivazione dei processi cognitivi alterati dalla lesione cerebrale. In definitiva non tutto ciò che è avanzato tecnologicamente è avanzato scientificamente.



Di fronte ad una affermazione come: “Il metodo perfetti è superato”, allora il mio suggerimento è chiedere innanzitutto : “Superato da cosa ?”. Se dovesse seguire una risposta, sulla base dell'andamento dell'evoluzione delle conoscenze scientifiche di cui sopra, vi invito quindi ad individuare su quali conoscenze di riferimento si basi la tecnica alternativa proposta, ossia se è un trattamento rivolto: alla sola motivazione al movimento; ai soli muscoli e articolazioni ( rinforzo, arti robotici, botulino); se invece ai riflessi (tecniche neuromotorie come Bobath o Kabat); se, infine, al recupero dei processi cognitivi (Riabilitazione Neurocognitiva-Metodo Perfetti). 

19 commenti:

Ciao Valerio
Sono Alberto da Lucca vorrei avere un tuo parere sul metodo Co-rvin e suule nems per contrastare la spasticita.
a presto

Ciao Alberto, la spasticità è la manifestazione delle alterazioni delle funzioni cerebrali che regolano il movimento, non si tratta di un problema dei muscoli, gli interventi diretti ai muscoli per "sciogliere" la spasticità non centrano il reale problema dell'ictus e non permettono al paziente di imparare il controllo sul movimento. Faccio sempre un esempio banale, anche durante il sonno spesso gli arti si rilasciano, ma non per questo la "sonnoterapia" migliorerà la spasticità

E' un metodo sorpassato ora dal più recente CTA. Confronto tra azioni, in base alla esperienza personale vissuta e le emozioni suscitate.
Buon lavoro!

grazie per aver introdotto una delle ultime proposte di studio che è il confronto tra azioni, in ogni modo stiamo parlando sempre di riabilitazione neurocognitiva al di la dei nomi

Ciao Valerio. Necessità e speranze di riabilitazione mi hanno introdotto nel mondo della "terapia neurocognitiva". Ti chiedo un parere sull'eventuale applicazione del "metodo Perfetti" ad un paziente con "malattia del 2° motoneurone" e più specificatamente se tu ritieni che sia possibile rimappare le funzioni perdute del movimento su un'altra area cerebrale utilizzando neuroni di riserva. Se ciò e possibile, con un'adeguata terapia neurocognitiva, si potrebbe sfruttare la "ridondanza neuronale" per ricreare i modelli di movimento?

Caro Luigi, se c'è un modo per agire sulla plasticità del sistema nervoso è fornire al paziente delle esperienze riabilitative in cui siano presi in considerazione tutti gli aspetti dell'azione: cognitivi-percettivi-emotivi e motori, in questa direzione sta andando la ricerca in campo della riabilitazione neurocognitiva

Ciao Valerio, sto prendendo informazioni sulla neuropsicomotricità per aiutare una bambina mia allieva e un tuo parere mi sarebbe molto utile. Da quanto ho capito la terapia neurocognitiva ha come obiettivo il recupero dei processi cognitivi che presiedono al movimento.
Il metodo Perfetti è usato anche come terapia abilitativa in soggetti affetti da disprassia evolutiva (DSA, dunque su base neurologica)?
E' una terapia consigliabile per chi si trova in questa condizione?

Ps. In particolare mi riferisco alla (ri)abilitazione della motricità fine.

Certo, si tratta di una parte affascinante della riabilitazione neurocognitiva, quella sull'età evolutiva. Infatti la sfida è quella di organizzare gli esercizi sottoforma di gioco e di lavorare su processi che spesso non si sono ancora formati piuttosto che sul loro recupero.

Salve, purtroppo alle richieste circa il metodo Perfetti ho trovato un muro di gomma presso la struttura in cui attualmente è ricoverata mia nonna ultra ottantenne. (Dicono di seguire un mix di tecniche neuromotorie.. e asseriscono che il metodo Perfetti sia ormai superato).Mia nonna ha perso l'uso della parola e dell'arto superiore destro. E' passato un mese e non ha ancora visto la logopedista...Sarei interessata a seguire un percorso col metodo Perfetti, ma purtroppo vista l'età non posso raggiungere con mia nonna lunghe distanze. Saprebbe indidicarmi qualche struttura riabilitativa che segua questa metodologia in Emilia Romagna?

Muro di gomma in effetti è l'espressione che ho sentito spesso in queste circostanze, purtroppo non conosco centri nella tua zona, ma se vuoi puoi procedere con la riabilitazione in famiglia, puoi chiamare per info 0666018356 a presto

Buonasera,
vorrei gentilmente chiederLe se ci sono strutture riabilitative che sa essere valide in Lombardia. La ringrazio molto, Ludovica

(x ictus avvenuto una settimana fa con lesione temporo-parietale destra, emianopsia, afasia, emiparesi sinistra). La ringrazio

Cara Ludovica, mi dispiace non conosco centri in Lombardia che utilizzino la riabilitazione neurocognitiva in modo concreto

Ciao Valerio mi chiamo mimma ho un problema e possibile parlare con Te se Ti lasciassi Il Mio numero?

Cmq Il Mio problema e che ho Mia Madre con l'ictus cerebrale che tipo di terapia dovrebbe eseguire mi potresti aiutare?

Buonasera, vorrei gentilmente sottoporle un quesito. Mio padre ha avuto un emorragia cerebrale ke gli ha semiparalizzato la parte destra da due anni. Il problema è che ha dei dolori fortissimi..nn ha mai fatto fisioterapia e fa una vita piuttosto sedentaria. Vorrei sapere se nel caso facesse un po di riabilitazione questi dolori potrebbero alleviarsi?Grazie mille.

Ciao Valerio, credo che ha ripercorso,i miei 3 anni e 2 mesi dall'ultima botta.Non sto qui a ricordare i tuoi fondamentali passaggi,ma molte cose anno attinenza,con tutto il mio percorso riabilitativo, l'ospedale scrive da fare terapia intensiva senza porre limiti di tempo,e farla con un fisioterapista bravo,(non servono centri specifici)il quale,non solo mi pone ad massacrante recupero fisico(che con il tempo ho capito che mi ha provocato piu danni che guadagni,tipo con il tempo l'aumento della spasticità),compromemettendo credo definitamente vivere una vita decente(come ricorderai)ho fatto 4 botulini,fino a febbraio 2016,senza risultati,( e ho deciso di non farne più)ho cambiato in questi anni 5 fisioterapisti senza risultati,recentemente,in un centro convenzionato (che ci vado da quasi 2 anni)il posturologo,ad un attento esame del mio piede sinistro(dove ho in problema più grave)afferma,che il problema non e la pianta del piede ma arriva da su(credo che si riferiva al cervello).La mia situazione si aggravata dopo l'estate,cambio fisioterapista,la quale applica il metodo(bobath)il quale non ha fatto altro che peggiorare il dolore della pianta del piede ed un aumento della spasticità(contrazione quasi continua delle dita)ho chiesto di non farlo più questo metodo,e la situazione e leggermente migliorata.Ma lei testarda,ci riprova di nuovo con questo metodo e mi consiglia di camminare sulla sabbia a piedi nudi).Risultato finale,stessa situazione di prima,se non peggio.Sto pensando di abbandonare ogni attività riabilitativa,mi mi sento depresso e oramai con le spalle al muro,non deambulo bene(per i fatti sopra descritti)e in più ho perso la fiducia in tutto.Scusa se racconto le mie cretinate,un abbraccio Valerio ciao.

Ciao Tommaso, si mi ricordo le tue vicende. Non perdo mai la speranza nel miglioramento. Chiaramente la tipologia di riabilitazione gioca un ruolo fondamentale. Le uniche cose che posso suggerirti è di vedere se nella tua zona cìè un terapista che si occupa di riabilitazione neurocognitiva in modo serio, qui c'è una lista di terapisti che fanno metodo perfetti

LISTA BLU

oppure di trovare un amico o un familiare che ti possa aiutare con gli esercizi in casa

VIDEO GUIDA

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